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Bassa Vallesina

CHIARAVALLE / MANIFATTURA TABACCHI IN CRISI: I SINDACATI SI RIVOLGONO AL PREFETTO CONTRO I CURATORI FALLIMENTARI

CHIARAVALLE, 12 novembre 2018 –  Novanta lavoratori ed altrettante famiglie sono col fiato sospeso e sempre più preoccupati per la sorte della manifattura tabacchi.

Sono giorni cruciali per il futuro della storica azienda che ha dato il benessere e l’emancipazione a Chiaravalle ed a tutto il territorio.

“Siamo amareggiati – dicono Giorgio Catacchio della Cgil, Claudio Sbarbati della Uil e Giuseppe Giorgetti della Cisl – perché i curatori fallimentari non ci hanno voluto ricevere dopo l’apertura delle buste per l’affitto della manifattura avvenuta il 5 novembre quando hanno appena dieci giorni di tempo per incontrare i due soggetti interessati all’affitto”.

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“Nessuno di noi vuol mettere becco sulla questione finanziaria – prosegue – ma i lavoratori hanno diritto di sapere quali sono i contenuti relativi all’occupazione e al progetto industriale correlati alle due proposte. Abbiamo il diritto di conoscere se le due proposte di affitto per due anni prevedano la cassa integrazione o eventuali assunzioni, il potenziamento delle strutture, della rete commerciale e delle attività. L’area interessata al fallimento è vastissima e si può sospettare ci siano interessi immobiliari in chi affitta visto che poi può formulare la domanda di acquisto”.

Lavoratori della manifattura in agitazione nel 2017

Un anno fa il tribunale fallimentare di Ancona aveva revocato la procedura di concordato preventivo dichiarando il fallimento dell’azienda. Evidenti i problemi di natura sociale e occupazionale visto che nella manifattura di Chiaravalle lavorano ancora una novantina di addetti molti dei quali giovani con famiglie e figli a carico. Tra le due proposte di affitto, una proviene da un gruppo che fa capo ad un imprenditore inglese di origine araba e da un imprenditore svizzero che hanno incontrato i lavoratori.

“Questo gruppo correttamente ci ha presentato la sua proposta – dicono i sindacalisti – che abbiamo ritenuto positiva e che garantirebbe un incremento della produzione. Avremmo voluto che le due proposte ci venissero illustrate dai curatori, Francesco Tardella e Paolo Di Paolo, che precedentemente erano i commissari che hanno decretato il fallimento della manifattura ma non ci hanno voluto ricevere. Ora metteremo al corrente della situazione il prefetto”.

Gianluca Fenucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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