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COVID / Centri estetici e parrucchieri: fatturato giù del 70%

Daniele Zucchini, Confartigianato Benessere Marche: «Necessari interventi immediati e ristori commisurati alle perdite»

ANCONA, 29 gennaio 2021Fatturato giù del 60-70%, costi fissi che corrono, incertezza e incognite pesano su centri estetici e saloni di acconciatura delle Marche. Per scongiurare il fallimento di centinaia di attività, dice Daniele Zucchini presidente di Confartigianato Benessere Marche, sono necessari interventi immediati e ristori commisurati alle perdite.  

Gli operatori del beauty, pur rimanendo aperti, hanno visto il proprio giro d’affari precipitare. Il divieto degli spostamenti fuori dal proprio Comune per esigenze connesse ai servizi alla persona (tra cui anche recarsi dal proprio parrucchiere o estetista di fiducia) hanno avuto un impatto pesantissimo sulle aziende.

«In media – sottolinea Zucchini -, i nostri clienti provengono per il 70% da altri Comuni perché possono contare su un servizio personalizzato e su un rapporto di fiducia consolidato nel tempo».

Daniele Zucchini, presidente Confartigianato Benessere Marche

«Il  volume di affari delle nostre imprese è calato drasticamente con gravi ripercussioni economico-finanziarie visto che non possiamo più fare affidamento sulla clientela abituale che non può più giungere da un Comune diverso. Impedire questo tipo di spostamenti è ingiusto e irragionevole. Ed oltre al danno c’è la beffa: le nostre imprese sono escluse dai ristori perché “sulla carta” possiamo rimanere aperti, ma con quali clienti?».

«La nostra richiesta è di aprire agli spostamenti fuori Comune per raggiungere il parrucchiere di fiducia, l’estetista o il servizio alla persona. Oggi nei saloni si accede un cliente alla volta solo su appuntamento, non c’è rischio di assembramento. Lavoriamo in totale sicurezza, applicando le regole e i protocolli con la massima diligenza rispettando tutte le misure previste per offrire le migliori garanzie. Il rischio vero semmai è un altro, il dilagare dell’abusivismo: quello sì faciliterebbe la diffusione del virus, oltre a essere strumento di evasione fiscale e di lavoro nero. Le nostre aziende sono un patrimonio imprenditoriale da salvaguardare, un patrimonio fatto di sacrifici, impegno, dedizione, formazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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