Cronaca
Fabriano Beko, Manzi: «Chiusura ricerca e sviluppo smantella presidio conoscenza e innovazione»
La parlamentare Dem: «Ci aspettiamo che al prossimo tavolo convocato per l’8 agosto la Regione Marche faccia sentire la sua voce»
Fabriano – «La decisione di Beko Europe di chiudere, a partire dal 25 agosto, l’area Ricerca e Sviluppo dello stabilimento di Fabriano per trasferirla in Turchia dove la spesa in ricerca è incentivata dallo Stato, è una notizia che colpisce duramente, purtroppo tutt’altro che inattesa».
La parlamentare del Pd, Irene Manzi, torna sulla questione legata a quanto previsto nell’accordo tra Istituzioni-Azienda-Sindacati e sottoscritto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito della vertenza Beko.
«In questi mesi – ricorda Manzi – abbiamo più volte richiamato l’attenzione del Governo sulla necessità di affrontare questa crisi con determinazione. Invece l’esecutivo ha sottoscritto un accordo che colpisce in modo pesante la realtà fabrianese. Oggi si smantella un presidio di conoscenza e innovazione che ha rappresentato un riferimento nel settore dell’elettrodomestico a livello nazionale ed europeo. A uscire ridimensionata non è soltanto un’unità produttiva, ma l’identità stessa di un territorio che ha fatto dell’ingegno e della qualità il suo tratto distintivo. Ci troviamo di fronte a una scelta che rischia di impoverire in modo strutturale il nostro territorio. È in gioco molto più di una riorganizzazione aziendale: è in gioco il futuro industriale del distretto di Fabriano e un pezzo importantissimo di produzione industriale della Marche».
Una condivisione delle parole espresse dalla sindaca di Fabriano, Daniela Ghergo che ha parlato di “perdita di competenze, professionalità e progettualità”.
«Non possiamo permettere che scelte di questa portata passino sotto silenzio. E non possiamo accettare le dichiarazioni trionfalistiche sulla salvaguardia dell’elettrodomestico in Italia quando, in realtà, si sta smantellando il settore. Lo ribadisco oggi: serve un piano industriale nuovo credibile».
Una richiesta, dunque, di un’assunzione di responsabilità collettiva. «Beko ha il dovere di chiarire quale futuro immagina per questo territorio. E il Governo ha il compito, non più rinviabile, di vigilare, intervenire, difendere un comparto industriale strategico per il Paese».
«Ci aspettiamo che al prossimo tavolo convocato per l’8 agosto la Regione Marche faccia sentire la sua voce. Finora non lo ha fatto abbastanza. Sono vicina alla comunità fabrianese, alle istituzioni locali, ai lavoratori e alle lavoratrici per i quali sono stati attivati gli ammortizzatori. Senza ricerca, senza innovazione, senza prospettiva industriale, non c’è futuro per il nostro territorio», conclude la parlamentare marchigiana del Pd.
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