Cronaca
Fabriano Beko, ricerca e sviluppo: «Ammortizzatori sociali al 90% del tempo»
Il sindaco Ghergo: «Mentre assistiamo a trionfalismi sulla difesa dell’elettrodomestico in Italia, a Fabriano perdiamo competenze e professionalità»
Fabriano – Il sindaco Ghergo lancia l’allarme: “Dal prossimo 25 agosto per gli addetti al settore ricerca e sviluppo della Beko di Fabriano scatteranno gli ammortizzatori sociali al 90% del tempo, ponendo così fine ad una realtà che ha fatto la storia dell’elettrodomestico”.
Con una nota stampa fortemente critica, il primo cittadino analizza l’accordo firmato al Mimit, sottolineando la riduzione del 41% dei “colletti bianchi” (da 503 a 297) e tra questi 50 unità del settore ricerca e sviluppo di via Campo Sportivo.
Resteranno circa 30 unità, con competenze elettroniche “Mentre tutto il settore ricerca e sviluppo si concentrerà in Turchia, dove le politiche pubbliche statali sostengono in maniera consistente le spese in ricerca e sviluppo, settore nel quale l’Italia spende neppure l’1,4% del PIL e le Marche a fatica l’1%”.
Poi i 65 esuberi dello stabilimento di Melano, con Beko che ha annunciato 62 milioni di investimenti per i prossimi anni, “Ma che finora restano soltanto un impegno” si legge nella nota.
«Stiamo assistendo allo smantellamento di una realtà con altissime competenze che avrebbe dovuto essere difesa in tutti i modi, esercitando il Golden Power, che ha un senso se si salvaguardano gli aspetti strategici delle produzioni nazionali – dichiara il Sindaco di Fabriano Daniela Ghergo – Che cosa c’è di più strategico della ricerca e sviluppo? Invece assistiamo alla fine di un centro d’innovazione con qualificate competenze, mentre queste funzioni migrano altrove e il nostro Paese d’impoverisce, diventando un luogo periferico di produzione».
«Tutto ciò mentre si continuano a leggere dichiarazioni trionfalistiche sulla salvaguardia dell’elettrodomestico in Italia, contraddette dalla realtà dei fatti. Mi auguro che le persone per le quali vengono attivati gli ammortizzatori sociali possano trovare nel distretto fabrianese nuove opportunità lavorative, così da non essere costrette ad abbandonare il nostro territorio. Al prossimo tavolo per il lavoro, convocato per l’8 agosto alla presenza della Regione Marche, porremo anche questi aspetti da affrontare urgentemente».
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