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Alta Vallesina

FABRIANO / “IL MIRACOLO” DI AMMANITI, INTERVISTA AL REGISTA

FABRIANO, 9 luglio 2018 – Si è conclusa ieri la ventiduesima edizione del premio cinematografico e televisivo “Castello di Precicchie”.

Ultima giornata dedicata al vincitore di 3 David di Donatello e 2 Nastri d’Argento Giuseppe Battiston.

Sabato invece grande curiosità per Niccolò Ammaniti ed il cast della serie “Il Miracolo” tramessa su Sky Atlantic. Serie che ha entusiasmato critica e pubblico e che parte da una statua di una Madonna che lacrima sangue, e che muterà profondamente l’Italia ad un passo da un referendum capire se rimanere o meno in Europa.

L’Italia de “Il Miracolo” sembra ad un passo dal baratro: referendum per restare in Europa, terrorismo e la una statua di una Madonna che piange 9 litri di sangue al giorno. È davvero una situazione così drammatica?

Racconta un momento di crisi di un’Italia a pochi metri da quell’ipotetico referendum che potrebbe portarla fuori dall’Europa. La statua che inizia a versare lacrime di sangue innesca i problemi di tutti i protagonisti e soprattutto del protagonista principale, il Fabrizio Pietromarchi interpretato da Guido Caprino, che si ritrova a gestire l’evento in momento difficile per lui e per l’Italia. Perché ora e perché a me: questi gli interrogativi che lo metteranno in crisi.

Ma che cos’è davvero questo “Miracolo”?

È un miracolo che porta dubbi, crea delle domande nel brevissimo lasso di tempo in cui i fatti si sviluppano. Un miracolo che cambia il loro punto di vista: non un miracolo personale quindi, e questi personaggi con fortissimi dubbi cambieranno il oro modo di essere. Si trasformeranno per un miracolo intimo.

La piscina dove viene “custodita” la Madonna sanguinante, vuota e desolante, può magari rappresentare l’Italia che si vede ne “Il Miracolo”?

Non ho mai ragionato per metafore, ma potrebbe anche essere così. Ho scelto un posto del genere come fosse una chiesa laica e “contenitore” per il sangue versato dalla statua.

Visto il finale aperto e la situazione non chiara di alcuni personaggi al termine della stagione, sta già pensando ad una seconda?

Non so bene, sono molto combattuto ed indeciso se farla o meno ora ci penserò, ma credo che questa storia sia vissuta e vive di misteri, quindi di domande senza risposte. Se dovessi proseguire nella storia ci sarebbe la necessità di dare risposte, e non mi va moltissimo. Probabilmente rimarrà così, ma ancora non lo so. Vedremo. Mi è piaciuto però il ruolo di regista, Faticoso, ma pieno di soddisfazioni e probabilmente qualcos’altro farò in questa veste.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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