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Fabriano Parte la stagione di prosa con “Iliade. Il gioco degli dèi”
Alessio Boni protagonista della rilettura del classico di Omero questa sera (ore 21) al Teatro Gentile
Fabriano – Parte questa sera con “Iliade. Il gioco degli dèi” la nuova stagione di prosa del Teatro Gentile.
Uno spettacolo che debutterà dopo una residenza di riallestimento, questa sera alle 21. A guidare gli spettatori tra le pieghe di una riscrittura teatrale moderna del classico omerico, Alessio Boni (foto in primo piano) e Antonella Attili.
Lo spettacolo riscrive il poema omerico mettendolo in scena per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e confrontarsi con la guerra di tutte le guerre. Un viaggio, quello dell’Iliade, nato 6 anni fa, ancora prima delle ultime guerre (e della pandemia) che hanno sconvolto e stanno ancora sconvolgendo il genere umano.
«Abbiamo subito capito che l’Iliade potesse trasformarsi in qualcosa di più – spiega Alessio Boni che oltre a essere sul palco firma con Roberto Aldorasi e Marcello Prayer la regia dello spettacolo – e abbiamo voluto fare una crasi tra quello che si legge tra le righe di Omero e tra la superbia degli dèi. E questa superbia gliel’abbiamo fatta vivere 3.000 anni dopo facendoli incontrare di nuovo, per degli dèi che hanno fatto fare la guerra a Troia per 10 anni, con il primo genocidio della storia».
Uno sdegno che diventa moderno per Boni. «La storia non ha quindi insegnato nulla – prosegue – se prima erano gli dèi a tirare le fila delle vite umane, ora abbiamo l’insolenza dei potenti moderni che mandano al massacro altri esseri umani. Oggi siamo arrivati a un nuovo genocidio, quello palestinese, e lo abbiamo visto quotidianamente. Ora c’è qualcuno che si sente come un dio, spalleggiato dagli Stati Uniti, senza nessuna sanzione o altro. Come uno Zeus che lancia fulmini quando c’è qualcosa che non gli va. È come se per debellare la mafia distruggessimo la Sicilia».
Ci sono tutti i semi del tramonto dell’occidente in “Iliade. Il gioco degli dèi” che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore. Lo spettacolo di Fabriano arriva al termine di una residenza di riallestimento proprio nel teatro marchigiano, esperienza vissuta così da Boni e da tutta la compagnia.
«Il Gentile ci ha accolto con la bellezza portatrice della cultura. Sono luoghi in cui non puoi stare che bene. Abbiamo vissuto un lusso: fare prove e rivivere le scene che parlano dei sentimenti umani è qualcosa che in pochi si possono permettere. È stata una medicina per l’anima considerando anche chi è passato sulle assi di questo teatro prima di noi».
Dopo Fabriano lo spettacolo replicherà il 16 e il 19 ottobre nell’ambito della stagione del Teatro della Fortuna di Fano organizzata dalla Fondazione Teatro della Fortuna con l’Amat.
(foto in primo piano, Alessio Boni)
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