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Cronaca

Fabriano Rotatoria e tigli da abbattere, il Comitato diffida il Comune

Nuova fase del confronto tra Comune e Comitato con la richiesta di procedere all’annullamento dell’abbattimento dei tigli in autotutela

Fabriano – Una diffida al Comune protocollata dal comitato “Salviamo i tigli” con la quale si chiede la sospensione dell’esecuzione di abbattimento degli alberi, nove, lungo viale Stelluti Scala, in prossimità dell’ingresso dell’ospedale Profili.

Abbattimento propedeutico alla realizzazione della rotatoria il cui avvio dei lavori è imminente.

L’atto, fanno sapere dal comitato, «è argomentato e sostenuto dalle leggi e sentenze che tutelano alberi e salute dei cittadini». In tal senso gli alberi oggetto dell’abbattimento «hanno un diametro compreso fra i 35 e i 60 centimetri e un’età media superiore ai 70 anni. Il loro enorme valore ecosistemico e ambientale non può essere in alcun modo comparato con gli alberi di nuova piantumazione che, per forza di cose, non potranno avere una circonferenza maggiore di 12-15 centimetri».

Nella diffida viene proposto anche un esempio per spiegare il valore ambientale ed economico di un albero che è direttamente proporzionale all’età, «per questo si può affermare che, per sostituire una sola quercia di 80 anni, alta 30 metri, bisognerebbe mettere a dimora a 3.068 nuovi alberelli con diametro di 6 centimetri, oppure 35 alberi alti 15 metri». Ipotesi non realizzabile nella pratica secondo il Comitato, rispondendo così a quanto affermato durante l’incontro con l’Amministrazione, con il sindaco Ghergo che aveva confermato la volontà di procedere a una serie di nuove piantumazioni.

«Per questi motivi si diffida formalmente il Comune a sospendere l’abbattimento per realizzazione della nuova rotatoria e si invita l’Amministrazione a procedere all’annullamento in autotutela», concludono dal comitato confermando di avere di studi che evidenziano l’esistenza di diverse soluzioni progettuali «che consentono il mantenimento degli alberi. In caso contrario verrà chiesto anche risarcimento “del danno ambientale, erariale, paesaggistico e sanitario».

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