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Falconara Maxi intervento tra costa ed Esino: al via lavori da 17 milioni di euro

Sopralluogo dell’assessore regionale Stefano Aguzzi: un’opera unica nelle Marche per proteggere il litorale dall’erosione e ridurre il rischio di esondazioni del fiume

Falconara – «Per il territorio è un’opera fondamentale, mai eseguita nelle Marche, che agisce su due fronti, quello costiero e quello fluviale».

Questo il commento dell’assessore regionale all’ambiente Stefano Aguzzi che ieri ha effettuato un sopralluogo per la verifica dell’intervento di riprofilatura dell’alveo del fiume Esino e del ripascimento della costa di Marina di Montemarciano.

Ad accompagnarlo c’erano il Provveditore delle opere pubbliche di Toscana, Marche e Umbria, Giovanni Salvia, l’assessora comunale di Falconara, Valentina Barchiesi, il consigliere Clemente Rossi e numerosi tecnici della Regione e di altri enti.

I lavori, per un totale di oltre 17 milioni di euro, sono partiti dalla costa antistante l’ex Montedison.

«Da un lato c’è la difesa della costa e gli interventi per fronteggiare l’erosione e la distruzione dovute alle mareggiate – ha detto l’assessore regionale – dall’altro la pulizia del letto del fiume, per evitare i rischi di esondazione in caso di piogge torrenziali».

Il mare di Marina e l’Esino, quindi, sono stretti da un profondo legame, con il litorale di Marina che dovrebbe essere ridisegnato dai nuovi interventi.

Prendere due piccioni con una fava, insomma: sistemare il lungomare di Marina, troppe volte distrutto dalle mareggiate con stabilimenti, case e strade a rischio e ripulire l’alveo dell’Esino dai sedimenti per scongiurare piene pericolose. Il cantiere sul fiume per prelevare la ghiaia è stato attivato da pochi giorni dopo il via libera da parte della Regione e del Consorzio di Bonifica.

Si sono superate criticità riguardo all’apertura del cantiere per l’estrazione della ghiaia dal fiume per via delle eccezioni sollevate anche da gruppi ambientalisti. Si prelevano banchi massicci di ghiaia e si tende a riabbassare l’alveo del fiume, quel tanto che basta per dare una maggiore sicurezza idraulica.

L’ing. David Piccinini, dirigente della direzione ambiente e risorse idriche della Regione, che ha seguito l’inter amministrativo, ha sottolineato gli approfondimenti eseguiti dal punto di vista ambientale, con la valutazione di incidenza sollecitata anche dalla Riserva Oasi di Ripa Bianca.

«Abbiamo studiato la granulometria, fatto campionamenti sulle aree alluvionate anche per vedere le caratteristiche chimico-fisiche del sedimento, la compatibilità con il litorale. Abbiamo deciso prescrizioni insieme al Wwf – ha detto Piccinini – come quella di evitare ai mezzi di entrare dentro l’alveo del fiume per non mettere a rischio fauna e flora e di non intaccare la fascia di terreno più prossima al fiume. Entro il 1° aprile il cantiere deve essere chiuso per favorire la nidificazione degli uccelli».

I dubbi sul fatto che il ripascimento, per quanto di grandi proporzioni, possa non essere sufficiente per garantire sicurezza e vita alla spiaggia di Marina, nel tratto tra gli chalet La Cala e Heidi, sono stati chiariti sia dai tecnici che da Aguzzi.

«Durerà almeno 10 anni. Ci deve essere una manutenzione nel tempo. In quel tratto saranno scaricati 265mila metri cubi di ghiaia, un intervento mai visto: la spiaggia progredirà e sarà molto ampia. In un secondo momento bisognerà prelevare la ghiaia alla foce dell’Esino che può creare problemi. Le scogliere non sono previste ma questo ripascimento darà una soluzione definitiva».

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