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Falconara Sul debito fuori bilancio è polemica in Consiglio comunale

Derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione per il contenzioso con l’Eni, in merito al pagamento dell’Imu per le piattaforme petrolifere, costato alle casse comunali oltre 80mila euro

Falconara – Il Consiglio comunale di ieri ha riservato polemiche sul punto dell’ordine del giorno in cui si trattava del riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione per il contenzioso con l’Eni, in merito al pagamento dell’Imu per le piattaforme petrolifere.

L’Amministrazione, dopo aver vinto il primo grado di giudizio aveva dovuto incassare prima la sconfitta nel secondo grado e poi il definitivo parere negativo della Cassazione.

Il dibattito è stato acceso, con la maggioranza che ha votato a favore, Maria Ambrogini contro e gli altri consiglieri di opposizione che si sono astenuti.

«Il debito fuori bilancio è collegato alla condanna delle spese legali in Cassazione per il contenzioso con l’Eni per l’Imu sulle piattaforme oltre le 12 miglia – ha detto l’assessore Marco Giacanella -, il debito era un riconoscimento per il Comune ma la copertura l’abbiamo già trovata nella variazione di bilancio del giugno scorso. La vicenda era iniziata quando il Comune aveva intrapreso varie cause dopo che in altri Comuni avevano avuto sentenze favorevoli per il riconoscimento dell’Imu. Avevamo seguito indicazioni di chi aveva vinto le cause, anche Ancona si trova nella nostra stessa condizione. La Cassazione ha stabilito che i Comuni non possono vantare nessun importo per l’Imu su questo tipo di piattaforme».

I consiglieri di opposizione sono insorti.

«Il contenzioso è costato al Comune di Falconara oltre 80 mila euro – ha sottolineato la dem Laura Luciani -. Ci si sarebbe dovuti fermare visto che le acque internazionali nel contesto della legge del mare si riferiscono alle aree marine che non rientrano nelle acque territoriali di uno Stato costiero e che iniziano oltre le 12 miglia marine dalla linea della costa».

Anche Lara Polita ha sollevato la problematica dicendo che se l’Amministrazione non fosse arrivata fino al terzo grado di giudizio avrebbe potuto risparmiare almeno 40mila euro di soldi pubblici.

Giacanella e la Fiorentini, però, hanno invitato a non fare paragoni con il passato, «quando le giunte di sinistra hanno perso tutto i contenziosi perseverando con gli errori».

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