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Jesi Bianca Garufi, una vita libera restituita dalla scrittura

Alla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi Marialaura Simeone ha presentato il volume edito da Les Flaneurs, in dialogo con Luciana Sbarbati tra memoria femminile, Resistenza e identità

Jesi – Cosa è stato per chi, come me, ha avuto il piacere e la curiosità di leggere, e cosa rappresenta “Un fuoco grande. Bianca Garufi”, il libro di cui stiamo per raccontare la potenza e l’impotenza degli umani?

Ritengo sia un libro singolare che ci porta a confrontare – attraverso una scrittura che intreccia citazioni, sogni, lettere e riflessioni personali – la storia, la vita di un personaggio che, purtroppo, pur dimostrando di essere un punto nodale nel passaggio fra la libertà e la scelta di vita (politica, sociale e personale) non ha avuto, come ritorno, quel segno forte che la storia e la letteratura (a braccetto) danno e regalano per una breve stagione prima di ripiombare nell’ombra.

La scrittrice Marialaura Simeone ha presentato, nel salone della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e sotto l’egida di Giovane Europa 3000, “Un fuoco grande. Bianca Garufi”, edizioni Les Flaneurs, proponendo la figura di Bianca Garufi come nodo simbolico di genealogie femminili rimosse e come voce anticipatrice di una nuova coscienza di genere. Cioè, una riflessione collettiva sull’identità, sulla memoria, sull’eredità psichica e culturale delle donne.

Un dialogo costante insieme alla senatrice Luciana Sbarbati ha mostrato cosa ha rappresentato Bianca Garufi fra le pagine della nostra storia. Chi ha seguito la vita dello scrittore Cesare Pavese, sa che Bianca Garufi ne è stata la musa, certo, ma non tutti sapevano che è stata anche scrittrice, poetessa, psicoanalista junghiana, protagonista dimenticata della Resistenza romana.

Marialaura Simeone ha riletto la figura di Bianca Garufi come voce anticipatrice di una nuova coscienza di genere.

«Questo libro è un omaggio appassionato a tutte le donne che, come Bianca, sono state innominate dalla storia ufficiale, ma che hanno attraversato il secolo con la luce obliqua e incandescente di un fuoco grande: un viaggio tra scrittura e psicoanalisi, tra mito e politica, per restituire voce a chi per troppo tempo è stata circondata dal silenzio».

L’autrice ha raccontato momenti di vita, letto poesie della Garufi, è andata a fondo, con la sua naturalezza e assoluta padronanza storica e filosofica, anche ai rapporti di vita, spigolosi e travagliati, ma sempre liberi, che hanno posto questa grande figura fra i personaggi più autentici, che hanno anticipato e si sono battuti per una concezione e pensiero verso l’universo della donna, certamente non utilizzando slogan afferrati al volo in tante manifestazioni femministe.

La senatrice Luciana Sbarbati, al termine di un lungo dialogo  con l’autrice, ha concluso affermando che «questo libro è per tutte le donne dimenticate dalla storia, cancellate dalla storia della letteratura. È per tutte le donne che ancora oggi combattono per la propria identità e la propria libertà. È un dialogo tormentato tra maschile e femminile che si sviluppa in una biografia narrativa, che mescola documenti, invenzione, rigore filologico, fuga nel mito. Si sviluppa in una sofferta introspezione dell’autrice, che riporta alla luce con delicata, ma ferma sensibilità femminile, la figura di Bianca Garufi. Una donna, una intellettuale, una poetessa, una psicoanalista, una eroina della Resistenza romana, che visse nel crocevia di molte traiettorie culturali da protagonista, libera, coraggiosa, ricordata solo come la musa di Cesare Pavese. Nella narrazione di Marialaura Simeone la figura di Bianca trova una forma di riscatto, una nemesi letteraria per tutte le voci femminili oscurate dalla storia, condizionata dal duro recinto del patriarcato, che per millenni ha dominato sulla sottomissione della donna, giustificando le disuguaglianze come naturali o morali, privando le donne della libertà, dell’istruzione, dei diritti, definendole in funzione dell’altro: madre, moglie, figlia».

«Durante la Resistenza, Bianca, come molte altre donne (Tina Anselmi, Nilde Iotti, Miriam Mafai, Carla Capponi, Marisa Ombra), sebbene relegate a ruoli subalterni, diedero il via al processo di progressiva autodeterminazione e affermazione di sé, che le vedrà impegnate negli anni successivi nella lotta per i diritti. È a queste donne – sottolinea nel libro la Simeone – che si deve guardare. Le pioniere della concezione della donna pari all’uomo, che hanno restituito dignità al proprio sesso e hanno combattuto per il rinnovamento della società. “Donne non si nasce, lo si diventa”».

«Grazie a Bianca e a queste donne il mondo si è trasformato: prima era maschilista, ora è solo Umano»

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