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Cronaca

Jesi Cane sbranato dai lupi: il dolore della proprietaria e il suo appello

È successo in zona Piandelmedico: «Il mio Rocco non tornerà più ma qualcosa deve cambiare, mancano prevenzione, informazioni, protezione, presenterò denuncia»

JesiRocco non ce l’ha fatta. Il Labrador di 7 anni e mezzo, amatissimo compagno di vita di Lucia Famiglini, è stato sbranato dai lupi a pochi passi dall’abitazione della famiglia, in zona Piandelmedico.

Una scena che la proprietaria definisce «un dolore feroce», un vuoto improvviso che si è consumato nel raggio di pochi metri dal loro recinto di casa.

L’episodio, avvenuto giovedì, arriva a meno di due settimane dall’avvistamento – documentato dalle telecamere dell’Azienda agricola Trionfi Honorati – di un branco composto da sei lupi adulti sulla via di accesso alla stalla, lungo la Sp9, sempre nella stessa area rurale alla periferia di Jesi.

In quell’occasione gli animali non avevano mostrato interesse per il bestiame. Questa volta, però, il finale è stato tragicamente diverso.

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«Rocco era buonissimo – spiega la proprietaria –. È uscito dal cancello mentre entrava un’auto, non abbiamo fatto in tempo a fermarlo. Non abbiamo sentito nulla e non lo abbiamo visto più. Dalle foto si vede che l’attacco è avvenuto vicino al recinto: hanno sicuramente avuto una colluttazione, erano ancora più vicini di quanto sembri».

Le immagini, realizzate dall’azienda di servizi funebri per animali La Fenice di Monsano e inviate alla veterinaria di fiducia per essere inoltrate agli enti competenti, non lasciano dubbi: «La veterinaria ha confermato che sono stati i lupi. Rocco pesava 40 kg, sicuramente erano più di uno», aggiunge Lucia.

Alla prorietaria del Labrador sbranato è stato suggerito l’iter da seguire: presentare denuncia e inviare una mail dettagliata dell’accaduto. Le segnalazioni, vengono monitorate e possono portare – qualora il fenomeno crescesse – alla proposta di un prelievo controllato e allo spostamento dei branchi in zone più idonee, lontane dalle abitazioni.

«Denuncerò, perché spero che la morte di Rocco non sia inutile. La situazione sta diventando sempre più difficile da contenere. Manca prevenzione, mancano informazioni, manca protezione. Non voglio che qualcun altro viva questo incubo».

Il suo appello, pubblicato sui social, è un grido di dolore ma anche di responsabilità.

«Non odio i lupi, sono creature selvatiche, seguono la loro natura. Ma qualcosa sta cambiando: la fauna selvatica si avvicina alle case, agli animali domestici, a noi. E noi siamo impreparati».

Un contesto che trova conferma anche in un altro episodio avvenuto il giorno precedente a Falconara, dove una residente ha raccontato di essersi imbattuta in tre lupi nel vialetto di casa, attirati da resti di carne contenuti in una busta gettata lì incivilmente da qualcuno.

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Preoccupazioni che ora diventano segnali concreti: due avvistamenti ravvicinati, un cane sbranato, branchi in aree sempre più urbanizzate. Una situazione che richiede risposte e interventi tempestivi, per tutelare sia le persone sia la fauna selvatica, prima che il confine tra natura e centro abitato diventi troppo sottile per essere gestito al meglio.

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