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JESI CLUB NOVA AESIS: GABRIELE FAVA E LA CULTURA SCIENTIFICA NELLA DIVINA COMMEDIA

Matematica, geometria e fisica nei Canti di Dante Alighieri

JESI, 21 novembre 2018 – L’appuntamento di novembre con il Club Nova Aesis del presidente Fabio Bertarelli – presente anche il vice, Giancarlo Catani – si è svolto, giovedì scorso,  nella bella cornice  dell ImeIstituto marchigiano di enogastronomia – dove la relazione della serata è stata affidata al professor Gabriele Fava (foto in primo piano), ospite che ha introdotto a un argomento affascinante e seguito con grande attenzione dagli intervenuti: la scienza nella Divina Commedia.

O meglio, matematica, geometria e fisica nell’opera magistrale di Dante Alighieri. Tema complesso sì, ma che ha suscitato interesse proprio per la sua peculiarità.

Il professor Fava ha guidato in un viaggio nei canti del divin poeta, tra Paradiso, Purgatorio e Inferno, dove ha fatto toccare con mano come i versi danteschi siano ispirati alla filosofia pitagorica, alla logica binaria aristotelica, alla geometria euclidea, alla conoscenza delle leggi della riflessione, ad anticipazioni sulla legge gravitazionale di Newton, alla relatività del tempo.

Sottolineando anche qualche errore riguardo ai fenomeni naturali che, per il secondo principio della termodinamica, sono irreversibili. Ciò che non accade nel XXIV canto dell’Inferno al dannato Vanni Fucci che risorge, come l’araba fenice, dalle sue ceneri. Ma a Dante lo si può perdonare…

«Nel corso della mia vita professionale e non – ha sottolineato Fava – sono stato sempre impegnato a divulgare la cultura scientifica per evitare che venga rascurata. Basta sentire cosa ha detto di recente un ministro, quando ha parlato di un angolo a 370 gradi quando ne ha 360, o quell’altro che ha fatto riferimento ai 750 chilomtri di tunnel per far viaggiare i neutrini da Ginevra e L’Aquila, quando viaggiano senza bisogno di un tunnel… Tutto questo è la dimostrazione del fatto che siamo l’unico Paese in cui si parla delle due culture, umanistica e scientifica. Invece il buon Antonio Gramsci parlava dell’unità della cultuta, è una. E io cerco di amplificare la conoscenza di quella scientifica che viene sottaciuta molto spesso anche se è un po’ più complicata, con regole, algoritmi, e leggi».

(p.n.)

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