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Cronaca

JESI / Covid, lo sfogo di un genitore: «Costretti al privato per il tampone»

Dieci giorni per rientrare a scuola, l’attesa di uno studente jesino ma la situazione è così per molti nel rimpallo di responsabilità

JESI, 22 ottobre 2020 – A casa dopo l’influenza ma il rientro a scuola non è agevole. A raccontare quanto accaduto ad uno studente del Liceo Classico, indirizzo Scienze umane, è il padre.

«Dopo due giorni di febbre, il medico mi ha chiesto di prolungare ancora di qualche giorno la permanenza a casa – spiega il genitore -. Vista la situazione abbiamo accettatto di buon grado».

Responsabilità e premura da parte della famiglia che ha tenuto riguardato il giovane, le cui condizioni di salute erano a quel punto migliorate.

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«Passati ormai cinque giorni la scuola mi ha chiesto il certificato medico – continua -. Torno quindi a rivolgermi al medico che però non ce lo rilascia perché non può essere sicuro che non si tratti di covid-19. Avviamo quindi l’iter per fare il tampone: cinque giorni per prendere appuntamento e altrettanti per eseguirlo fino ad avere il risultato. Insomma, mio figlio non è andato a scuola per più di 10 giorni e siamo stati costretti a rivolgerci al privato, che nel giro di due giorni ha eseguito l’esame».

Tampone “salato e genitori che restano a casa per accudire i figli: «Privatamente il tampone costa circa 66 euro, alcuni lo hanno pagato anche di più. Il punto è che se siamo costretti a rivolgerci al privato qualcosa non va: non possiamo andare a lavorare se i ragazzi non sono a scuola, e se per ogni figlio che sta male il tampone dobbiamo farlo eseguire privatamente ci sarà da spendere una bella cifra».

Difficoltà nel rientro a scuola vengono segnalate anche da genitori con figli più piccoli: tenuti a casa per un raffreddore o per la tosse, hanno problemi nel rientro poiché trascorsi cinque giorni di assenza le scuole necessitano del certificato medico.

Attestazione che, spesso, i medici non si sentono di rilasciare per non poter escludere il contagio, e avviano la trafila per il tampone.

«Un rimpallo di responsabilità, alla fine ci rimettono le famiglie costrette a fare il tampone anche per il raffreddore» conclude il genitore del ragazzo che dopo tutta la vicenda è riuscito a tornare in classe.

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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