Attualità
Jesi I repubblicani hanno celebrato l’anniversario della Repubblica Romana
Evento che ha riunito da tutta la regione i rappresentanti di Mre e Pri accomunati dalla grandezza del pensiero mazziniano
Jesi – Il 9 febbraio 1849 nasceva la Repubblica Romana. Un anniversario storico che tutti i Repubblicani che hanno nell’anima la grandezza del pensiero mazziniano (movimento e spinta della propria personalità verso l’unione, l’idea di nazione, la convivenza pacifica fra i vari popoli) sentono profondamente in momenti come quelli attuali, in cui la necessità di coesione di idee per costruire un Paese migliore è indispensabile.
A Jesi, la Vallesina e i rappresentanti di tutte le province marchigiane, sono convenuti per seguire e festeggiare insieme un evento che durò pochissimi mesi ma che fu, in realtà, l’inizio e la presa di coscienza verso un mondo più libero, più giusto e indipendente nell’espressione delle proprie istanze e idee di libertà.

Una sala affollata, un convivio vivace e aperto al dibattito, ha seguito l’introduzione del presidente della Cooperativa Mazziniana, Mario Sardella, il saluto di Katia Mammoli, segretaria del Mre – Jesi, e l’intervento di Giuseppe Gambioli, segretario regionale Pri.
Gambioli ha esordito ringraziando tutti i Repubblicani che «sono convinto svolgeranno una parte importante per il Paese verso il futuro, perché il loro passato e la loro storia sono un esempio unico, che deve coinvolgere ed essere da esempio per i giovani di oggi».
La sen. Luciana Sbarbati, segretaria nazionale del Mre, ha esordito affermando che «il partito repubblicano ha sempre avuto come motore la ragione, non per niente ci hanno chiamato il Partito della ragione. Il partito dei contenuti, che sapeva distinguere il bene dal male, ciò che non era interesse personale».

«Noi diciamo sì alle cose giuste, da qualsiasi parte provengano, no alle cose sbagliate. Perché non siamo né addomesticabili né servi, ma cittadini. Questa giornata non è semplicemente un ricordo, una nostalgia, intesa come non ritorno al passato ma uno stimolo alla presenza e partecipazione, che rappresentano il significato vero di questa giornata».
«La Repubblica Romana fu un atto di indubbia modernità, fondato su una democrazia effettiva, che rilanciava l’idea della nazionalità italiana. La sua vita fu breve ma intensa nelle fasi che trovarono la massima espressione con il triumvirato di Mazzini, Saffi e Armellini che diede vita a una energica opera di laicizzazione, a un indirizzo più definito per l’indipendenza, l’unità, la fratellanza, la modernizzazione delle istituzioni».
«Fu la prima vera forza del principio di laicità dello Stato moderno, repubblicano. La Costituzione che ci regalò la Repubblica Romana è forse la pagina più bella, più alta del nostro Risorgimento. Perché mette le radici a un impulso laico di una democrazia, tutta da costruire, di uno Stato nazionale che vi trovava la sua vera base politica, un faro di civiltà che illuminerà poi anche la Costituzione americana e quella nostra, attuale. Il primo mattone di uno stato nazionale».
«La storia ci ha forse divisi fra Repubblicani europei e Repubblicani, ma la radice, quel seme profondo che Mazzini ci ha insegnato, ci unisce nel percorso che dobbiamo proseguire anche nella nostra, mazziniana, idea di Europa unita, perché l’Italia e l’Europa hanno bisogno come allora, della cultura e del sentire repubblicano. Sono idee per i giovani perché saranno loro che dovranno costruirsi il futuro tenendo presenti queste basi».
Altri gli argomenti trattati durante una relazione che ha avuto lo spirito di una lectio magistralis rivolta a tutti i presenti. Fra questi, Massimo Belelli, segretario regionale del Mre, Giordano Filonzi, segretario Pri di Jesi, Lorena Santarelli, consigliera comunale Mre. Una giornata dedicata non solo al ricordo ma, soprattutto, al futuro che abbia una vera base politica e di civiltà nell’unione e nell’integrazione.
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