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Cronaca

JESI / I sanitari militari accolti da Tonino Bernacconi, direttore della terapia intensiva (video)

Emergenza Covid-19: primo briefing accanto all’ospedale da campo allestito dalla Brigata Marina San Marco al “Carlo Urbani”

JESI, 2 aprile 2020 – Una piccola cittadella sanitaria quella che i militari – circa 80 – della Brigata Marina San Marco – giunti ieri dal quartier generale di Brindisi – hanno tirato su accanto al pronto soccorso del “Carlo Urbani“.

Un ospedale da campo che occupa parte del grande parcheggio e altre tende, mezzi, uomini che si muovono all’unisono, tutti con un compito ben preciso da svolgere. In poche ore la struttura sta diventando operativa.

Stamattina si stavano scaricando i primi materiali con l’ausilio della Protezione civile, ed erano anche giunti i sanitari, medici e infermieri in divisa – che affiancheranno il pool dei colleghi della Protezione civile – i quali sono stati accolti, intorno a mezzogiorno, nel piazzale dove ferveva l’attività, dal direttore della terapia intensiva, Tonino Bernacconi (foto in primo piano). La prima linea della lotta al coronavirus.

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Il medico ha illustrato la situazione, affatto semplice, e si è intrattenuto con loro per una ventina di minuti. Un primo briefing per poi immergersi in quello che sarà il prezioso lavoro da svolgere tutti i giorni. L’ospedale da campo della Marina Militare, infatti, è costituito da 40 posti di degenza e 4 letti di terapia intensiva.

Alle 13 il cambio, un’altra squadra ha preso il posto di quanti stavano operando dalla mattina, arrivata a bordo da un autobus militare che fa la spola con l’hotel Federico II dove sono tutti alloggiati.

«Lo considero un primo importante passo – ha commentato il sindaco Massimo Bacci – per riequilibrare le forze del “Carlo Urbani. Perché altre due sfide sono davanti: innanzitutto quella di potenziare il personale sanitario che ha portato avanti l’emergenza in queste settimane con turni massacranti, rinunciando a riposi e rischiando il contagio sulla propria pelle con un senso del dovere encomiabile; secondariamente quella di ripristinare posti letto per altre importanti patologie che non siano il Covid-19 e che in questa fase di assoluta emergenza sono stati soppressi con evidenti ripercussioni».

Gli ultimi dati forniti dal Gores relativi ai numeri – in continuo aggiornamento – dell’emergenza coronavirus riferiti al “Carlo Urbani“, riferiscono di 15 ricoverati in intensiva, 17 in semi intensiva e 73 in non intensiva.

«Insomma – sottolinea Bacci -, stiamo ancora sul pezzo. Insieme a medici, infermieri, operatori sanitari, socio-sanitari e tutti coloro che si prendono cura dei pazienti. Solo così riusciremo a vedere la luce in fondo al tunnel».

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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