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JESI / Il debutto di “Suite italienne”, sinchè c’è danza c’è speranza

Un esempio lo spirito di sopravvivenza di Pulcinella, stasera alle 20.30 e domani alle 16 al Teatro Pergolesi esordio della 53ma Stagione Lirica di Tradizione

JESI, 17 ottobre 2020 – In questo momento critico in cui il teatro e i suoi artisti rischiano una scomparsa epocale, il mondo della danza prende esempio dallo spirito di sopravvivenza della celeberrima maschera partenopea, sempre alle prese con le difficoltà della vita, ma sempre in grado di superarle. Persino con allegria.

Ecco quindi che il protagonista di Suite italienne su musica di Igor Stravinsky è proprio lui: Pulcinella, simbolo di Napoli e della commedia dell’arte. Una produzione Daniele Cipriani Entertainment su commissione della Fondazione Pergolesi Spontini per la 53° stagione lirica di tradizione Teatro Pergolesi, questa nuova creazione dei ballerini/coreografi Sasha Riva e Simone Repele debutta oggi alle ore 20.30, con replica domani alle ore 16.

Il lavoro sarà parte del dittico inaugurale in omaggio a Giovanni Battista Pergolesi che comprenderà anche la prima esecuzione in epoca moderna dei tre intermezzi in musica Lesbina e Milo (1707) di Giuseppe Vignola. Suite italienne sarà poi al Teatro Verdi di Sassari il 20 ottobre ore 20.30, nell’ambito del Festival della danza d’autore “Corpi in Movimento.

Già a luglio con Duets & Solos, spettacolo di passi a due danzati da congiunti e accompagnati dal vivo da due virtuosi della musica (Beatrice Rana e Mario Brunello), Daniele Cipriani ha dimostrato che anche in tempi di pandemia è possibile proporre spettacoli godibili, con un numero ridotto di protagonisti e in grado di ottemperare alle rigide regole di distanziamento.

Dichiara Cipriani: «Questa linea semplice ma elegante permette alla fiamma della danza di continuare a sfavillare (evitando il pericolo estremamente reale di spegnersi). Dopo il successo di Duets & Solos, prosegue ora con Suite italienne e vede Riva e Repele, coppia in palcoscenico e congiunti nella vita, danzare tranquillamente insieme nel pieno rispetto delle misure in vigore».

E aggiunge: «Operare in questo momento di pandemia ci avvicina in qualche maniera a Stravinsky, autore della musica: nel 1918 la tournée del suo balletto L’Histoire du soldat venne cancellata a causa della pandemia di febbre spagnola (e il compositore stesso si ammalò della famigerata influenza, guarendone in seguito). Mettendo in scena Suite italienne proprio ora è come se, in qualche maniera, lui si stesse prendendo una piccola rivincita».

Sasha Riva e Simone Repele (foto Maurizio de Nisi)

Accompagnati da Riccardo Pes al violoncello e Andrea Boscutti al pianoforte, Sasha e Simone ricostruiscono la storia della figura chiave del folklore napoletano: il loro viaggio introspettivo ci riporta al ‘600 dove incontriamo il leggendario contadino Puccio d’Aniello. Questi, che si ritiene ne abbia ispirato il nome, ci svelerà tutte le sfaccettature della figura enigmatica di Pulcinella, che incarna contrasti e contraddizioni: dalla buffa goffaggine a una profonda drammaticità e un presunto ermafrodismo a cui allude la voce squillante e il nome al femminile.

Suite italienne sarà altresì l’occasione per celebrare il centenario di un lavoro entrato a far parte della storia del balletto poiché Repele e Riva prendono le mosse da Pulcinella, balletto creato da Léonide Massine per i Ballets Russes di Serghei Diaghilev nel 1920. Infatti, dalla partitura da lui composta per Pulcinella (basata su pagine incompiute di Pergolesi), Stravinsky traeva qualche anno dopo la sua Suite italienne per violoncello e pianoforte.

Foto del progetto per il costume di Pulcinella di Pablo Picasso

Progetto per il costume di Pulcinella (Pablo Picasso, 1920)

 Dichiara ancora Daniele Cipriani: «Dobbiamo dare un segnale forte. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare: per Suite italienne ho pensato di scomodare nientemeno che Pablo Picasso. In Suite italienne il costume di Pulcinella è quello a firma dall’artista spagnolo che aveva infatti disegnato scene e costumi per Pulcinella».

Anna Biagiotti, la quale ha in passato curato per il Teatro dell’Opera di Roma la ricostruzione di tutti i costumi disegnati da Picasso per questo balletto (nonché per Parade e per Il cappello a tre punte), ha realizzato accuratamente l’interpretazione picassiana del costume bianconero di Pulcinella (all’origine fu indossato da Massine stesso nel ruolo principale), firmando pure gli altri costumi di Repele e Riva.

Il pubblico non faticherà a cogliere il messaggio simbolico di Suite italienne che vede la luce mentre queste si spengono in tanti teatri italiani e nel mondo.

Finché c’è danza c’è speranza sembra essere il vero segreto di Pulcinella, continuamente in sospeso tra pericoli, epidemie e insidie: eppure sempre in grado di schivarli e di cavarsela, cercando rifugio nella sua ricca interiorità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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