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Jesi “Immagini di maternità”, dal 30 agosto la mostra al Museo Diocesano

Evento diffuso nelle diocesi della regione, la presentazione con il vescovo Paolo Ricciardi, percorso gratuito e accessibile anche a non vedenti e ipovedenti, previste visite guidate

Jesi – Dal prossimo 30 agosto fino al 30 novembre, il Museo Diocesano ospiterà la mostra del patrimonio d’arte e di fede delle diocesi marchigiane, “Immagini di Maternità. La bellezza della vita che nasce”.

Ieri mattina la presentazione dell’evento in presenza del vescovo, mons. Paolo Ricciardi, del direttore del museo, il diacono Randolfo Frattesi, e delle curatrici Katia Buratti – incaricata per i Beni Culturali – e Giulia Giulianelli, incaricata per l’Edilizia di culto.

Si tratta di una mostra diffusa nelle varie Diocesi del territorio, 14 i musei coinvolti, che in alcune ha avuto inizio già dalla metà di luglio e procederà in modalità scaglionate proprio per dare a ciascuna realtà la possibilità di organizzarsi in base alle proprie esigenze, hanno spiegato gli organizzatori.

Finalità della mostra, approfondire nell’anno giubilare, il tema della maternità e di come si sia declinato nell’arte e nell’iconografia religiosa a seconda del periodo storico di riferimento.

«Una mostra che ben si concilia con la vocazione mariana di questo territorio che sto scoprendo ricco di bellezze artistiche tra cui compaiono numerosi richiami all’immagine di Maria, nei santuari ma anche nelle figurette diffuse in questi luoghi», ha sottolineato il vescovo Paolo Ricciardi.

«L’immagine giubilare, l’essere pellegrini di speranza, è associata alla maternità come simbolo di futuro, di vita, speranza. L’augurio è proprio che questa mostra superi lo sguardo artistico e metta in risalto il tema della maternità come forza generativa della fede, che nell’arte può contribuire alla pace».

Il suo essere Madre di Dio e madre di ogni uomo e, per questo, mediatrice di grazia e fonte di speranza, ha reso infatti la figura di Maria, nel corso dei secoli, oggetto di preghiere e ispirazione artistica, che al Museo trovano un connubio tutto da ammirare.

Tre le opere raffiguranti la Madonna con il Bambino, selezionate dalle curatrici Giulia Giulianelli e Katia Buratti, con l’intento di approfondire il tema della maternità sotto l’aspetto iconografico, dell’arte contemporanea e dell’approccio teologico, la Madonna in trono con Bambino e Angeli di Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro (1415/1477) – proveniente dalla ex chiesa di Sant’Amico di Jesi, poi trasferita in Santa Maria del Colle -, l’Incoronazione della Vergine con San Rocco e San Sebastiano di Ercole Ramazzani, pittore di Arcevia (1536/1537-1598) – proveniente dal Santuario della Madonna del Soccorso di Poggio San Marcello -, il dipinto contemporaneo della Madonna col Bambino di padre Eugenio Azzocchi, frate carmelitano (Roma 1910/Jesi 1978) noto per la sua eccezionale e coloratissima produzione artistica.

«La selezione di queste tre opere – hanno spiegato le curatrici – è un varco, come una porta giubilare di natura culturale da attraversare, il punto di partenza di un percorso-pellegrinaggio che invitiamo a compiere nella città e in Vallesina seguendo il filo rosso della Charis, la Grazia Divina che nella maternità di Maria trova la sua pienezza».

«Si tratta di un primo esperimento nelle Marche di mostre collegate tra diocesi – ha evidenziato il direttore Randolfo Frattesi -, progetto che ha offerto una visione d’insieme sulla profondità e sulla ricchezza del patrimonio di cultura, fede e tradizione dei marchigiani», ricordando anche le numerose attività che coinvolgono il Museo Diocesano rendendolo molto vivo, i recenti lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche e il grande afflusso di visitatori che va dalle 5mila alle 10mila presenze l’anno.

Il percorso espositivo, a ingresso libero negli orari di apertura del museo – dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e la domenica dalle 16 alle 19, alle 17 la visita guidata – potrà essere integrato con la visita alle sei tappe delle chiese giubilari diocesane, dalla Cattedrale alla chiesa dell’Adorazione fino al Santuario della Madonna delle Grazie a Jesi, al Santuario di Santa Maria fuori Monsano, presso l’abbazia di Santa Maria delle Moie e al santuario di Santa Maria del Soccorso a Poggio San Marcello.

La mostra è accessibile a non vedenti e ipovedenti grazie alle tavole tattili realizzate con un recente progetto di abbattimento delle barriere fisiche e sensoriali che ha ottenuto il contributo del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Per l’occasione saranno prodotte due nuove tavole, oltre alla disponibilità di testi descrittivi in braille, il sistema di scrittura per le persone cieche.


Sono previste, inoltre, iniziative di approfondimento del tema e visite guidate secondo un calendario che verrà comunicato durante il corso della mostra, in particolare visite guidate ogni domenica, un approfondimento al mese su arte contemporanea, teologia e iconografia sul tema della maternità e altre attività rivolte alla cittadinanza.

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