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Jesi “In corso d’opera”: Ezio Bartocci e l’anima del paesaggio marchigiano – Video
Alle Sale Betto Tesei del Museo Civico di Palazzo Pianetti la mostra dedicata all’artista cuprense, un viaggio tra arte contemporanea e patrimonio culturale che racconta i paesaggi marchigiani
Jesi – Cupramontana ricorda il Verdicchio, e va bene, ricorda la sua straordinaria posizione geografica, ti alzi e vedi il monte, ti giri e vedi il mare. E va bene anche questo. Ed i declivi in cui le viti gridano “questo è il nostro posto, nessuno ce lo porterà via”.
Sole, aria di monte e di mare. Volendo. Ma anche tanti nomi di grandi artisti dell’arte moderna, per esempio, provengono da Cupramontana. Bartoli, Bartolini, Batocco, Corradi, Fazi, vado a memoria, Ezio Bartocci.
Ecco, proprio a lui è dedicato un evento che parte dall’oggi per parlare al domani raccontando il passato. E propone una semplice domanda: cosa fa l’arte contemporanea quando dialoga col patrimonio culturale della propria terra? La risposta, amico mio, la trovi nelle Sale Betto Tesei del Museo Civico di Palazzo Pianetti, a Jesi.
Un posto, una collocazione viva e dialogante, deputata “ad accogliere mostre temporanee di artisti locali, nati a Jesi o strettamente collegati alla città, le cui opere dialogassero con il patrimonio storico artistico custodito presso i Musei Archeologico, la Pinacoteca Civica e la Galleria D’Arte contemporanea”.
In questa ottica si colloca il progetto “Dittico, arte contemporanea in dialogo con il patrimonio culturale” che, a partire dall’irripetibile “mostra” (anche perché, lo vedrete, è in continuo movimento), dedicata all’artista cuprense Ezio Bartocci, intitolata “In corso d’opera” , appena inaugurata, che racconta la sua terra, le sue colline amate, con la tenacia che mette nel riuscire, in ogni modo, a far parlare un Paesaggio.

Ezio Bartocci dedica il catalogo realizzato “a tutti coloro che negli anni mi hanno dato la possibilità di esprimermi liberamente”.
C’è tempo fino al 28 settembre per incontrare le opere di questo immenso testimone della vita dei nostri paesaggi, dei loro misteri, delle loro pulsazioni. C’è scritto, all’ingresso di questo immenso atto d’amore, un testo di Ferdinando Pessoa: “E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò, se li immagino, li creo. Se li creo, esistono; se esistono, li vedo. La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”.
Buon viaggio a te che ti addentri in questo percorso che, difficilmente, potrai dimenticare. Osservando nel modo che sappiamo solo noi, i nostri monti, le nostre colline, i nostri orizzonti.
Ne abbiamo parlato con Ezio Bartocci – Video
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