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Cronaca

Jesi “Mi piacciono i fiori”: i 50 anni della legge sull’obiezione di coscienza

Serie di incontri, un’occasione per riportare tra i giovani i valori della pace e della non violenza, il racconto da chi ha vissuto quel periodo

di Tiziana Fenucci

Jesi, 27 settembre 2022 – Si è svolta presso il Comune di Jesi, la conferenza stampa di presentazione del ciclo di incontri della rassegna Mi piacciono i fiori, dal 29 settembre all‘8 ottobre prossimi, organizzata per l’anniversario dei 50 anni dall’approvazione della legge sull’obiezione di coscienza.

Presenti all’incontro l’assessore Samuele Animali, l’organizzatore della rassegna, Leonardo Animali, e i rappresentanti di ArciServizio civileUisp Stefano Squadroni, Legambiente, Francesca Paolini e Ruggero Fittaioli per l’Arci.

Samuele Animali, Leonardo Animali, Stefano Squadroni, Francesca Paolini, Ruggero Fittaioli

«L’Idea è nata – ha spiegato Leonardo Animali – dalla volontà di coinvolgere i giovani per ricordare come è nato il servizio civile e di rimettere al centro dell’attenzione una legge che dal 15 dicembre del ‘72, ha portato diverse generazioni a fare una scelta complicata. Una legge importante non solo da un punto di vista storico ma anche perché ci apre a una riflessione sull’attualità dei valori che gli obiettori di coscienza hanno sostenuto a quei tempi, come la promozione della pace e della non violenza».

Stefano Squadroni, Francesca Paolini, Ruggero Fittaioli

Prima dell’approvazione della legge sull’obiezione, infatti, chi si rifiutava di effettuare il servizio militare era costretto ad affrontare un anno di arresto al carcere militare di Gaeta. La legge nel corso del tempo subì variazioni, come l’introduzione del servizio civile alternativo, che inizialmente ebbe una durata di 18 mesi per poi passare a 12 mesi.

 «Anche dopo l’approvazione della legge, il cui primo firmatario fu Giovanni Marcora, ministro italiano, ex partigiano e pacifista, accedere all’obiezione di coscienza non era facile, ottenere l’approvazione era complicato e, in termini relazionali e culturali, suscitava pregiudizi sociali», ha spiegato Leonardo Animali. 

5 incontri della rassegna ospiteranno figure importanti del panorama culturale italiano, come Daniele Taurino, membro del Direttivo del Movimento non violento, Luciano Benini, del Movimento Internazionale della Riconciliazione, Marco Tarquinio, direttore di Avvenire e Vincenzo Varagona, presidente nazionale Ucsi, Unione cattolica stampa italiana.

A loro sarà affidato un excursus sulla storia della legge sull’obiezione, ripercorrendo i valori pacifisti del pensiero di don Milani e Alex Langer, e saranno trattate le tematiche del pacifismo e della non violenza, valori su cui porre l’attenzione in questo particolare momento storico. 

Ospiti degli incontri saranno anche decine di obiettori di coscienza provenienti da Jesi, dalla Vallesina e da Fabriano, che nell’incontro conclusivo, sabato 8 ottobre, racconteranno le loro esperienze di obiezione, già nei primissimi anni dopo il ’72, e ci sarà anche chi ha vissuto l’esperienza del carcere a Gaeta a fornire la tua testimonianza.

 «La rassegna è aperta a tutta la cittadinanza – ha specificato Leonardo Animali – ma ci teniamo a coinvolgere soprattutto i giovani, i 5 incontri infatti si terranno nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Federico II e parteciperanno anche gli studenti di terza media dell’istituto. Nell’incontro del 4 ottobre in particolare, in cui si parlerà del servizio civile volontario, saranno presenti gli studenti degli istituti superiori di Jesi.

«La scelta del servizio civile volontario oggi risulta importante quanto l’obiezione di coscienza di 50 anni fa – ha sottolineato l’assessore Samuele Animali -, perché richiede l’impegno di lasciare da parte per un anno i propri percorsi personali e mettersi a servizio della comunità. Il Comune di Jesi appoggia con entusiasmo questa iniziativa che è frutto di un percorso di continuità. Lo scorso anno abbiamo ospitato a convegno Marco Labbate, grande storico e ricercatore della storia dei partiti e dei movimenti politici, e il prossimo anno, in occasione dell’anniversario della morte di Marcucci, abbiamo in previsione di organizzare un altro evento».

La scelta del nome dell’iniziativa Mi piacciono i fiori, nasce dalla rievocazione delle affermazioni contenute nel test psicologico (Minnesota test) a cui venivano sottoposti i giovani durante il colloquio per entrare nel servizio di leva. L’incongruenza nelle risposte a “mi piacciono i fiori” e “mi piacerebbe essere un fioraio”spediva i ragazzi direttamente a colloquio con lo psicologo

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