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Cronaca

Jesi Ospedale e Casa di Comunità, le ruspe in azione

Ma il Tribunale del Malato segnala i disagi al traffico dovuti ai mezzi pesanti del cantiere, intanto proseguono le interlocuzioni per raggiungere i 30 posti letto

Jesi – E’ stata allestito il cantiere e da qualche giorno sono in azione le ruspe in quella che è l’area destinata alla realizzazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità, proprio nella zona antistante l’edificio dell’ospedale “Carlo Urbani“, concessa dal Comune a titolo gratuito con diritto di superficie all’Ast di Ancona.

Una superficie di 9mila metri quadrati sulla quale saranno realizzati: una palazzina sviluppata su due piani – di cui uno seminterrato dove sono previsti i locali tecnici a servizio dell’attività sanitaria – e un’area esterna nella quale sono previsti un parcheggio, la viabilità, la sistemazione di zone a verde nonché la realizzazione di un piazzale per lo stoccaggio dei gas medicali.

Tale struttura, finanziata per un importo complessivo di quasi 9 milioni di euro (di cui 7,3 milioni con i fondi Pnrr e la restante quota con le risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione Marche), si propone di potenziare l’offerta dell’assistenza territoriale con l’obiettivo di garantire una migliore qualità del servizio a pazienti con necessità di interventi a medio-bassa intensità clinica.

La palazzina ospiterà infatti l’Ospedale di Comunità – che per ora prevede 16 posti letto – rispetto ai 30 previsti da progetto iniziale e per i quali l’Amministrazione comunale sta interloquendo con Ast Ancona e con la Regione per cercare di reperire i fondi al fine di garantire il numero di posti preventivato – che svolgerà la funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero e la Casa di Comunità, una struttura di prossimità dove sarà presente una équipe multiprofessionale di medici, operatori sanitari e personale di supporto.

Proprio riguardo al numero dei posti letto dell’Ospedale di Comunità il presidente del consiglio regionale, Dino Latini, aveva presentato una mozione il 19 febbraio scorso in cui ha evidenziato che «tale riduzione potrebbe compromettere l’efficacia dell’intervento e la risposta alle esigenze sanitarie della popolazione», sottolineando quanto sia necessario «un rapido reperimento delle risorse per il completamento dell’opera, stimato in circa un milione di euro, al fine di non vanificare l’investimento e le aspettative della comunità».

Da qui la richiesta del presidente dell’Assemblea regionale «di reperire e allocare le risorse necessarie per l’attivazione dei 30 posti letto previsti nel progetto originario dell’Ospedale di Comunità di Jesi, garantendo così un servizio adeguato e completo alla cittadinanza», sollecitando anche «un incontro con i rappresentanti dell’Azienda sanitaria territoriale e con l’Amministrazione comunale di Jesi per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori e delle dotazioni strutturali e di personale necessarie per il funzionamento dell’Ospedale di Comunità».

L’avvio dei lavori, intanto, ha suscitato la mobilitazione del Tribunale del Malato che ha evidenziato i primi disagi causati dalla presenza dei mezzi pesanti del cantiere che entrano ed escono proprio da via Aldo Moro, strada principale di accesso all’ospedale.

«Da quanto abbiamo potuto constatare pare che l’accesso al cantiere sia stato fissato su via Aldo Moro, l’unica strada di accesso alla struttura ospedaliera – ha evidenziato Pasquale Liguori, coordinatore del Tdm -. Abbiamo assistito a un via vai di mezzi pesanti (tir, ruspe ecc.) che ingombravano la carreggiata della citata via con conseguente blocco momentaneo del traffico in entrata e in uscita dall’ospedale».

«Abbiamo allora interessato la Polizia Locale per un sopralluogo al fine di verificare il rispetto.della normativa di legge e nello stesso tempo abbiamo inviato al Sindaco di Jesi una lettera con una proposta di modifica della viabilità lungo la Via Aldo Moro. Riteniamo infatti che tale strada, oggi a doppio senso di marcia, peraltro con l’accesso a un cantiere, provochi grossi disagi alla circolazione di auto, ma anche e soprattutto sia di intralcio ai mezzi di soccorso che accedono al pronto soccorso».

«Conseguenza ovvia di tutto ciò è sicuramente una aumento del rischio di incidentalità sulla via. Nello stesso tempo abbiamo chiesto il rifacimento della segnaletica a terra che attualmente è scomparsa del tutto, in particolare quella della prevista corsia riservata ai mezzi di soccorso. Ci attendiamo una pronta risposta da parte dell’Amministrazione comunale».

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