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Jesi Per il “Don Giovanni” al Pergolesi una produzione internazionale

Venerdì 17 la prima dell’opera che sarà replicata domenica 19, frutto della collaborazione di ben 5 teatri italiani ed europei, a dirigere l’orchestra il Maestro Arthur Fagen, la regia è di Paul-Émile Fourny

Jesi – Tutto pronto al Teatro Pergolesi, per ospitare nel prossimo fine settimana la prima della Stagione Lirica di Tradizione 2025, il capolavoro del compositore salisburghese Wolfgang Amadeus Mozart, il Don Giovanni, dramma giocoso in due atti, la cui produzione è frutto della collaborazione di ben 5 teatri italiani ed europei: oltre alla Fondazione Pergolesi Spontini, la Fondazione Teatro Coccia di Novara, il Teatro Marrucino di Chieti, l’Opéra-Théâtre de l’Eurométropole de Metz, il Nof, Nouvel Opéra Fribourg – Neue Oper Freiburg.

Venerdì 17 ottobre alle ore 20.30 la prima con replica domenica 19 ottobre alle ore 16.

«Una coproduzione a 5 soggetti – ha spiegato Lucia Chiatti, direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini -, il nostro punto di eccellenza è nella realizzazione degli allestimenti in casa, siamo un team forte che investe tempo e passione in quello che fa, lo dimostra anche il clima che si respira durante il lavoro».

Presentato stamattina, presso le Sale Pergolesiane del Teatro, il cast degli attori al gran completo e il team creativo che ha dato vita a una rappresentazione dell’opera del tutto rinnovata: il francese Paul-Émile Fourny alla regia, Benito Leonori per le scene, Giovanna Fiorentini ai costumi, luci di Patrick Méeüs e visual designer Mario Spinaci.

«In questa opera avremo 4 debutti di ruoli su 7 personaggi, siamo abituati a fare scelte coraggiose e investire in progetti di vario genere, in questo caso abbiamo abbinato la freschezza di giovani talenti all’esperienza di cantanti più navigati, un mix che ha sprigionato una grande energia», ha sottolineato il direttore artistico Cristian Carrara.

Il cast è prevalentemente under 35, con artisti di valore internazionale: Christian Federici (Don Giovanni), Maria Mudryak (Donna Anna), Louise Guenter (Donna Elvira), Valerio Borgioni (Don Ottavio), Stefano Marchisio (Leporello), Gianluca Failla (Masetto), Eleonora Boaretto (Zerlina), Luca Dall’Amico (Commendatore).

Under 35 anche i musicisti che compongono l’orchesta, il Time Machine Ensemble, affidata alla direzione del grande Arthur Fagen, direttore Musicale dell’Opera di Atlanta dal 2010 – ospite regolare delle più grandi istituzioni musicali dell’Europa e degli Stati Uniti, già assistente di James Levine alla Metropolitan Opera e direttore stabile di importanti istituzioni teatrali (Kassel, Brunswick, Flanders Opera, Queens Symphony Orchestra).

«Un cast bravissimo – ha detto Arthur Fagen – un’opera che offre una visione cinematografica della narrazione, dove i cantanti sono anche bravi attori e devono giocare fra dramma e commedia».

Nel teatro che, dal 1798, vanta una tradizione lirica ininterrotta, Don Giovanni di Mozart/Da Ponte è stato rappresentato solo tre volte, nel 1988, 2006 e 2014. Nuovo l’allestimento, costruito nei laboratori scenografici e di sartoria della nostra città.

Nella lettura di Paul-Émile Fourny, Don Giovanni è un personaggio che trae ispirazione da figure oscure, mitiche e leggendarie come Dracula o Nosferatu… un vampiro d’amore, sempre in movimento, che evoca la lunga migrazione di una creatura inafferrabile, guidata dal sangue della verginità.

«Don Giovanni sarà il primo a doversi districare fra dramma e commedia, amo tutti gli attori di questo cast che nelle poche settimane di prove hanno saputo collaborare e creare un gruppo coeso, bello lavorare con ognuno di loro», ha detto Paul-Émile Fourny.

«Abbiamo bisogno di bellezza, soprattutto in questo momento storico, e questo spettacolo non è solo consegna di bellezza ma anche di ispirazione, che a sua volta genera il pensiero creativo, ascoltando le vostre testimonianze sul dietro le quinte emerge l’importanza del dialogo che ha caratterizzato il vostro lavoro, dialogo tra voi del cast, dialogo con il pubblico e dialogo con i linguaggi all’interno dell’opera. Un onore per la città ospitare questa produzione», ha concluso il sindaco Lorenzo Fiordelmondo.

Per la recita domenicale del Don Giovanni è previsto un servizio di Opera accessibile con audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti, sopratitoli per persone sorde e ipoudenti, percorsi e guide inclusive prima dello spettacolo. Grazie alla collaborazione tra Fondazione Pergolesi Spontini e Axess, Associazione per l’accessibilità alla cultura, domenica 19 ottobre dalle ore 14 gli utenti del servizio sono coinvolti in un percorso inclusivo e multisensoriale alla scoperta dell’opera, quindi alle ore 15 guida all’opera, e alle ore 16 lo spettacolo accessibile.

Con questo spettacolo la Fondazione Pergolesi Spontini celebra la Giornata internazionale del patrimonio culturale immateriale, rinnovando il proprio impegno a tutelare e tramandare “la pratica del canto lirico in Italia”, patrimonio dell’Unesco.

L’iniziativa è promossa in accordo con il Comitato per la salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico italiano.

(foto di Marco Pozzi)

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