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Cronaca

Jesi Semaforo al sottopasso di via Marconi, i residenti: «Non si vive più»

Sperimentazione che sta sollevando criticità, ingorghi, smog e rumore e «se ne vedono delle belle», il marciapiede che lo costeggia, inoltre, «non è sicuro»

JesiIngorghi negli orari di punta, aumento dello smog e dell’inquinamento acustico, velocità elevata delle auto e pericolosità del nuovo marciapiede realizzato nel sottopasso.

Queste ed altre ancora, le criticità messe in evidenza dai residenti di via Marconi, dopo l’installazione del semaforo ai due ingressi del sottopasso, tanto che qualcuno in modo ironico ha anche promesso un tour guidato del quartiere per ammirare lo stato di abbandono di alcuni angoli della strada, gli attraversamenti pedonali sbiaditi, ma soprattutto la pericolosità che in determinate fasce orarie caratterizza il transito nel sottopasso e sul marciapiede che lo costeggia, recentemente riadattato, ampliandone le dimensioni per consentire il transito delle carrozzine e delle persone con disabilità.

Intervento che ha determinato la necessità di restringere la carreggiata e la conseguente decisione da parte dell’Amministrazione comunale di istituire il senso unico alternato di marcia, con l’uso del semaforo mobile.

«Scelta non condivisa da noi residenti – dicono gli stessi – tra l’altro proprio in un incontro tra l’Amministrazione e il Comitato di Quartiere, di fronte alle due ipotesi di istituire il senso unico di marcia modificando la viabilità della via o installare l’impianto semaforico, avevamo già espresso il nostro dissenso per il semaforo elencando proprio le criticità che si stanno verificando attualmente».

A raccontare le vicende quotidiane della via sono i residenti che abitano nelle palazzine a ridosso dell’area del semaforo ma anche coloro che passeggiando nel quartiere si trovano a dover attraversare il sottopasso come pedoni e ogni volta «se ne vedono delle belle», dicono.

«Questa strada è sempre stata trafficata – raccontano – ma da quando c’è il semaforo si creano degli ingorghi lungo la via, con tanto di smog e rumore assordante dei motorini, in particolare negli orari di punta e nel tratto che da via XXIV Maggio scende verso il sottopasso e si interseca con via Mazzoleni, anch’essa teatro di incolonnamenti».

«All’altezza dell’intersezione tra l’altro è anche difficile attraversare la strada perché le strisce pedonali in fondo a via Mazzoleni sono molto sbiadite mentre in via Marconi prima del semaforo sono state cancellate dalla nuova asfaltatura. L’ideale sarebbe realizzare anche lì un dosso artificiale con le strisce pedonali, come è stato fatto poco tempo fa, subito dopo il sottopasso (procedendo in direzione di ponte San Carlo, prima dell’intersezione con via del Verziere ndr)».

«Chi abita vicino al semaforo non vive più, il rumore dei motori accesi in coda, delle radio a tutto volume, il rombo dei motorini che danno gas in attesa del verde, è molto più fastidioso del transito, seppur sostenuto, che scorreva regolare prima dell’installazione dell’impianto», situazione aggravata, va detto anche questo, dagli atteggiamenti incivili di diversi automobilisti che non rispettano il limite di velocità dei 30 km orari lungo la via né tantomeno dei 20 a ridosso del semaforo, anzi già in lontananza se vedono il semaforo verde accelerano per non correre il rischio che scatti il rosso o addirittura passano anche con l’alt del rosso, mettendo a rischio l’incolumità di eventuali pedoni di passaggio – che non sono pochi negli orari di punta, considerata anche la vicinanza della scuola elementare – e degli stessi veicoli che procedono nel senso opposto di marcia.

«E’ capitato, tra l’altro. che i semafori si spegnessero a causa della batteria scarica, trattandosi di strutture mobili, e che nessuno venisse a controllare, in quel caso alcuni automobilisti hanno rischiato lo scontro frontale se non avessero sterzato finendo sopra il nuovo marciapiede. Proprio il marciapiede è un altro elemento che ci preoccupa perché non è dotato di opportuna barriera protettiva quindi per i pedoni è rischioso passarci – tra l’altro è molto frequentato da mamme con i passeggini – ma quando lo abbiamo segnalato al Comune sull’App Municipium, ci è stato risposto che “non sono previsti archetti di protezione, in quanto non obbligatori, perché il semaforo installato consente il passaggio in un solo senso di marcia”».

Il risultato è che ultimamente sono diversi i pedoni che, in via precauzionale, evitano di passarci e scelgono le scale che salgono a lato del sottopasso e che sono molto più sicure, ampie e lontane dalla strada, anche se non è un percorso accessibile con passeggino o carrozzine.

«Ecco, forse invece di ampliare il marciapiede nel sottopasso si sarebbe potuto intervenire proprio su quel passaggio pedonale realizzando scivoli per carrozzine e persone con disabilità piuttosto che restringere la carreggiata del sottopasso ed essere costretti a decidere per il senso di marcia veicolare alternato», dicono i residenti.

Sul tema si erano espressi anche i Repubblicani europei facendosi portavoce delle lamentele del quartiere.

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I Lavori

L’installazione del semaforo è avvenuta in occasione dei lavori di ampliamento del marciapiede che costeggia il sottopasso, intervento messo in opera dall’Amministrazione comunale a seguito delle numerose segnalazioni degli abitanti che evidenziavano l’impossibilità di passare con passeggini e carrozzine.

Vedi anche: Jesi Sottopasso di via Marconi, raddoppiato il passaggio pedonale

Nell’occasione era stato sperimentato il semaforo mobile, non solo per consentire il passaggio delle auto durante l’intervento ma anche come soluzione all’eccessiva velocità delle auto nella via, una questione annosa a cui non è stata finora mai trovata una soluzione idonea e che a detta dei residenti non è stata risolta neanche dopo l’avvento del semaforo.

«Noi residenti abbiamo inviato una lettera al Comune, protocollata il 28 aprile, in cui abbiamo richiesto la possibilità di confrontarci con l’Amministrazione comunale riguardo alle problematiche che riscontriamo quotidianamente, ma ancora dobbiamo essere ricontattati per un appuntamento».

Il semaforo, infatti, mantenuto anche dopo la conclusione dei lavori al marciapiede, «continua a essere in fase di sperimentazione», ha confermato l’assessora ai lavori pubblici Valeria Melappioni, quindi la decisione se mantenere la sua installazione dipenderà dalle valutazioni riscontrate dopo questa fase sperimentale.

Certo, l’augurio dei residenti è proprio di poter dare voce alle osservazioni portate alla luce da chi in via Marconi ci abita e che vengano prese in considerazione al momento della decisione definitiva.

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