Cronaca
Jesi Sfilata Ri-Fashion con l’atelier della scuola media Federico II
Evento conclusivo del progetto realizzato per promuovere il valore del recupero attraverso l’economia circolare, tanta creatività per proporre reinterpretati gli abiti della nostra tradizione e di quella di altri Paesi
Jesi – Si è svolta ieri mattina al Campo Boario la sfilata conclusiva del progetto Atelier Ri-fashion, realizzata dagli studenti della scuola secondaria di primo grado Federico II in collaborazione con la Caritas diocesana e con lo Spazio del Rjuso, realtà progettuale a cui aderiscono le associazioni del territorio attive per la sostenibilità ambientale, il riciclo, la tutela del verde e della salute.
Oltre al Comune di Jesi, Asp e alla Caritas, ne fanno parte Legambiente Circolo Azzaruolo, JesiClean, Croce Rossa Italiana, Fondazione Scarponi, Valvolare, Orto del Sorriso, con il contributo di Cariverona.

Protagonisti della sfilata gli abiti e gli accessori realizzati dai ragazzi e dalle ragazze di prima e seconda media, ottenuti riutilizzando le stoffe, i vecchi vestiti, le passamanerie messe a disposizione da Caritas, con i quali hanno dato nuova vita a creazioni originali e rappresentative dei diversi costumi e tradizioni degli stessi studenti provenienti da etnie e religioni diverse.

«In classe ci siamo focalizzati sul tema della fast fashion – due moduli da 10 ore, 28 i ragazzi coinvolti -, con l’aiuto di Caritas e Legambiente abbiamo spiegato ai ragazzi i danni che produce l’economia della moda a livello ambientale e sociale, ma anche a livello di rifiuti, valorizzando l’importanza del riciclo di materiali e vestiti usati per dare una nuova vita ai vecchi capi, con lo scopo di sensibilizzarli alla pratica del riuso, abbandonando gli schemi consumistici della società moderna», hanno spiegato le insegnanti che si sono occupate del progetto, Elisabetta Seu e Barbara Andreoni.

«A dare ulteriore valore al progetto è stata la sinergia con l’altro seguito dalla professoressa Greta Scorcelletti, sempre all’interno della scuola Federico II, rivolto all’incontro e al confronto con i genitori, nell’ottica di costruire una comunità educante per questi ragazzi e ragazze».

Il risultato è stato la creazione di una sfilata dove accanto all’originalità dell’abito veniva presentata anche la storia di una cultura e del Paese che lo rappresentava, o la storia della donna che lo aveva indossato. Un modo per calarsi nei panni dell’altro, accompagnato da letture e musica sulla moda nella tradizione locale e internazionale a cura dei genitori degli studenti.
«Nella scuola più multietnica della città non potevamo che pensare a un progetto dove le differenze culturali vengono portate alla luce per conoscerle e integrarle», ha sottolineato la professoressa Greta Scorcelletti.

«Abbiamo avviato un percorso con gli alunni della scuola Federico II per educare all’economia circolare. Le attività a scuola prevedevano una parte teorica e una laboratoriale, e anche uno swap party, cioè un momento dedicato allo scambio di abiti usati tra i ragazzi, in classe», ha spiegato Mariangela Boiani operatrice Caritas e coordinatrice del progetto.

«La terza fase è stata l’attivazione da parte delle insegnanti di un laboratorio pomeridiano di Sartoria Creativa, possibile grazie ai fondi Pnrr, dove gli alunni hanno effettivamente dato sfogo alla loro creatività abbellendo e riadattando i vestiti forniti dalla Caritas, con bottoni colorati, passamanerie e accessori vari. Questa sfilata è il frutto del loro lavoro».

Ad accompagnare l’evento anche l’esibizione del gruppo folk “Colle del Verdicchio“, in omaggio alle tradizioni culturali del territorio e la merenda solidale offerta dall‘Orto del Sorriso.
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