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Pianello Vallesina Il “Cuppari Salvati” grande protagonista della potatura – Video
Tre giorni di sfide e condivisione per 23 Istituti Agrari da nove regioni italiane, vince il contest lo studente di casa, Nicholas Fabbretti
Pianello Vallesina – Tre giorni intensi, ricchi di emozioni, formazione e competizione: così l’Iis Cuppari-Salvati ha ospitato il 4° Campionato nazionale degli studenti degli Istituti Agrari d’Italia – Potatura dell’Olivo a vaso policonico, un evento che ha visto protagonisti 23 istituti agrari da nove regioni italiane che ha acceso i riflettori sull’agricoltura come motore di innovazione, sostenibilità e identità.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato Andrea Di Sebastiano, vicepreside della scuola ospitante.
«Abbiamo vissuto una tre giorni densa di eventi, emozioni e soprattutto formazione professionale. Non è stata solo una competizione, ma un vero percorso educativo e culturale, pensato per valorizzare le eccellenze del nostro territorio e la passione dei nostri studenti, di questo siamo anche grati alle aziende del territorio che credono in queste iniziative e ci hanno sostenuto, come il Frantoio Chiodi, l’azienda Fileni, la Copam, e la Rcr Agricoltura che ha messo a disposizione i premi per i concorrenti».

Il vicepreside ha raccontato con orgoglio l’intero svolgimento della manifestazione, dalla giornata inaugurale dedicata alla scoperta del territorio — con la visita alle aziende agricole locali e alle grotte di Frasassi — sino alla fase operativa della gara, svoltasi nei campi messi a disposizione dal Frantoio Chiodi a Castelplanio.
«Il nostro obiettivo era far vivere un’esperienza completa, che mettesse al centro la qualità dell’insegnamento agrario e la forza delle relazioni tra scuole. I ragazzi non si sono solo sfidati, ma hanno anche fatto da ciceroni, accompagnando i loro coetanei alla scoperta dei nostri laboratori e della nostra azienda agraria. Un momento di grande orgoglio per tutta la comunità scolastica».
La gara ha previsto per ogni partecipante una prova cronometrata di 30 minuti su tre alberi, seguendo rigorosi criteri tecnici di potatura a vaso policonico. Un esercizio di precisione, tecnica e consapevolezza, che ha visto trionfare Nicholas Fabbretti, studente proprio del Cuppari-Salvati, davanti a Mattias Piccioli dell’istituto Cecchi di Pesaro e a Pasquale D’Alessio dell’istituto di Larino (Basilicata).

«Lo scorso anno ero arrivato sesto – racconta Nicholas, visibilmente emozionato -, questa volta ho voluto mettercela tutta. È una passione che nasce da mio nonno e da mia nonna, dalla loro azienda agricola. Da piccolo li aiutavo nei campi e mi hanno trasmesso l’amore per la terra. Oggi quell’azienda non esiste quasi più, ma io porto avanti quella tradizione e quel legame con un mio amico, con cui stiamo cercando di aprire una nuova azienda. È stata una sfida bellissima e penso proprio che loro sarebbero fieri di me».
Un racconto semplice ma profondo, che va oltre la tecnica, ma che emoziona. Il successo di Nicholas rappresenta un ponte tra generazioni, tra passato e futuro agricolo.
Un plauso anche alla dedizione con cui gli studenti si sono preparati, allenandosi autonomamente anche nei fine settimana, seguiti con grande impegno dal professor Edoardo Dottori, punto di riferimento per i ragazzi.
Anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha portato i suoi saluti esprimendo parole di apprezzamento per l’intero progetto.
«L’agricoltura è un settore straordinario, da sostenere e innovare – ha affermato – . Questi ragazzi rappresentano una nuova generazione di imprenditori agricoli che, grazie agli istituti agrari, stanno riscoprendo una cultura millenaria e preziosa. Un Paese senza agricoltura è un Paese senza futuro».

E se l’agricoltura è il futuro, lo è ancora di più quando si intreccia con formazione, passione e valorizzazione del territorio. Lo ha dimostrato la partecipazione attiva degli istituti, il tifo organizzato via social per seguire la diretta della competizione, ma soprattutto l’entusiasmo contagioso di chi crede in un’agricoltura moderna, consapevole, e profondamente umana.
«Siamo orgogliosi di aver visto in gara, tra i più bravi, un nostro studente, ma la vera vittoria è stata vedere i ragazzi emozionarsi, crescere, condividere un sogno. Perché solo con la passione si costruisce qualcosa di grande», le parole del vicepreside Andrea Di Sebastiano.
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