Cronaca
Cerreto d’Esi Electrolux: politica regionale e UE unite contro la chiusura del sito
Politica e sindacati compatti chiedono di ritirare la dismissione, vincolare i fondi pubblici e proteggere il distretto del bianco
Cerreto d’Esi – La mobilitazione contro la chiusura dello stabilimento Electrolux vede le forze politiche regionali unite al fianco dei lavoratori.
Il piano del gruppo svedese prevede il fermo del sito marchigiano con l’esubero di 130 operai e 40 impiegati (sui 1.450 totali in Italia): un impatto sociale devastante per un territorio che ha fatto la storia del distretto del bianco e che non può permettersi un’ulteriore deindustrializzazione.
Mirella Battistoni, consigliera regionale FdI presente al corteo, ribadisce la linea fermamente contraria al disimpegno: «Siamo qui per sostenere le lavoratrici, i lavoratori e i sindacati. La Regione deve fare la sua parte per spingere l’azienda a ritirare la dismissione e ad aprire un confronto su un piano industriale alternativo».
Battistoni sottolinea la necessità di vincolare i fondi pubblici ricevuti da Electrolux alla tutela occupazionale e richiede una strategia dell’Unione Europea per difendere i siti produttivi e la coesione territoriale, confermando che la mobilitazione proseguirà a ogni livello.
Sempre sul fronte europeo si muove Carlo Ciccioli, eurodeputato di Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione alla Commissione UE per accertare se l’azienda abbia fruito di finanziamenti comunitari dal 2017 e verificare il rispetto delle normative sull’informazione e consultazione dei lavoratori.
In caso di violazioni, Ciccioli valuta il recupero dei fondi, sollecitando al contempo strumenti UE in sinergia con Governo e Regione Marche per un piano di continuità o riconversione del sito.
La difesa del polo fabrianese fondamentale anche per Forza Italia Marche.
Presente alla manifestazione con l’assessore Tiziano Consoli, le consigliere Jessica Marcozzi e Chiara Biondi e supportata dal segretario Francesco Battistoni, hanno sostenuto che la chiusura va scongiurata senza divisioni partisan. Consoli definisce «doveroso» lo sciopero e definisce «irricevibile» il piano aziendale da parte del Governo, rimarcando come la tutela di Cerreto d’Esi sia fondamentale per difendere il futuro industriale delle Marche.
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