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Cronaca

Jesi Imr: dal Consiglio regionale sostegno unanime ai lavoratori

Le sfumature politiche restano differenti: i dem chiedono un impegno maggiore della Giunta, polemica la coordinatrice jesina di FdI, Milva Magnani, e il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, pensando ad Amazon: «Nessuno pensi di ragionare in termini compensativi»

Jesi – Al termine di una mattinata di lavori istituzionali intensi, un comunicato ufficiale diramato direttamente da Palazzo Leopardi segna un punto importante nella vertenza riguardante la Imr(ex Cateterpillar).

Una situazione di incertezza che si protrae da mesi e che allarma il tessuto lavorativo e sociale di Jesi e della Vallesina.

«Il Consiglio regionale ha accolto con voto unanime la proposta di mozione, sottoscritta da tutti presidenti dei gruppi consiliari, primo firmatario il Presidente dell’Assemblea Dino Latini, finalizzata alla tutela dei lavoratori Imr del sito di Jesi. L’approvazione del provvedimento è arrivata subito dopo l’incontro delle rappresentanze sindacali con i capigruppo e le rassicurazioni rispetto al sostegno alla mobilitazione in atto».

La mozione, articolata in diversi punti, coinvolge tutti i soggetti interessati nella vicenda, tenendo aperto un canale di dialogo collaborativo, e possibilmente risolutivo.

«Nelle premesse viene evidenziata la preoccupazione per l’incertezza del piano industriale proposto dall’azienda e vengono fissati gli obiettivi, attraverso l’impegno rivolto alla Giunta regionale, ad esercitare un ruolo attivo e ad adoperarsi affinché la Imr presenti un nuovo piano industriale in coerenza e nel rispetto di quello già presentato. Un nuovo piano industriale che assicuri la tutela dell’occupazione e specifichi le produzioni che verranno destinate al sito di Jesi, come già avvenuto tre anni fa. Inoltre, si chiede l’impegno a coinvolgere il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per superare l’attuale fase di crisi, proseguendo il percorso già in essere e aggiornando la situazione in atto».

Un documento, dunque, che ha trovato l’approvazione di tutta l’aula consiliare, ma la pax politica sembra esser durata solo per qualche ora. Le sfumature restano differenti, e gli strascichi riecheggiano in aria.

Dai banchi dell’opposizione, il Partito democratico argomenta: «Abbiamo convintamente votato a favore dell’ordine del giorno presentato questa mattina al Consiglio regionale dalle organizzazioni sindacali, anche perché il suo contenuto coincide pienamente con quello degli atti e delle mozioni depositate dal nostro gruppo assembleare a prima firma Manuela Bora negli ultimi mesi. Auspichiamo che questo documento serva finalmente a stimolare un maggiore impegno da parte della Giunta regionale, fino a oggi rimasta troppo timida, se non addirittura distratta, di fronte alla pretesa della Imr di mettere in discussione gli obiettivi del piano industriale varato tre anni fa e ormai prossimo alla scadenza».

«Non vorremmo che questa retromarcia dell’azienda – sottolineano i dem – possa preludere a un disimpegno ancora più grave. Ora serve un deciso cambio di passo. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e a sostenere tutte le iniziative utili per salvaguardare ogni singolo posto di lavoro, ma va da sé che è compito della Giunta regionale uscire dall’ombra e dimostrare di avere la volontà politica necessaria a salvare il futuro di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie».

Soddisfazione per il percorso intrapreso, con sottolineatura verso il lavoro svolto dall’assessore regionale Stefano Aguzzi, viene espressa dalla consigliera Mirella Battistoni (FdI) e dalla coordinatrice jesina di Fratelli d’Italia Milva Magnani. Quest’ultima, però, non manca di lanciare pesanti stoccate al Sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo.

«L’assessore regionale Aguzzi aveva già affrontato l’argomento 3 anni fa individuando l’impresa Imr interessata a rilevare la ex Caterpillar, aveva interessato il Ministero e fatto presentare un piano industriale con la garanzia di reimpiego immediato di 92 unità con l’impegno di allargare fino a 200 dipendenti. L’assessore è rimasto meravigliato del doversi nuovamente interessare della questione che riteneva risolta, in quanto in questi quasi 3 anni nessuno lo aveva contattato, fino a che qualche settimana fa lo hanno fatto i sindacati che sono stati incontrati dopo tre giorni e dopo una settimana aveva già coinvolto il Ministero e l’impresa che ha confermato di nuovo il suo interesse e che è pronta a presentare un nuovo piano industriale entro marzo. L’Amministrazione di Jesi e il Sindaco cosa stavano facendo?».

Milva Magnani sferra l’attacco finale : «Come per la Fedrigoni di Fabriano anche per la ex Caterpillar di Jesi si apre la speranza per una strada concreta per la soluzione del problema. In tutto questo il sindaco Fiordelmondo cosa ha fatto? Oggi era presente in Regione tra il pubblico, perché in questi anni di crisi non si è mai recato in Regione nè ha mai contattato l’assessore regionale competente per interessarlo di un grave problema occupazionale sul suo territorio? Sono stati i sindacati a chiedere l’incontro in Regione, dimenticandosi oltretutto di invitarlo e lui sembra si sia pure offeso».

Da parte sua il primo cittadino di Jesi sottolinea di aver partecipato «questa mattina alla manifestazione organizzata dai lavoratori e dai sindacati Fiom, Fim e Uilm, che hanno allestito un presidio davanti a Palazzo Leopardi, per chiedere all’azienda Imr di rispettare il piano industriale inizialmente concordato e di presentarne uno nuovo, coerente con le promesse fatte, per garantire il rilancio e la salvaguardia dei livelli occupazionali dello stabilimento ex Caterpillar di Jesi. La preoccupazione dei lavoratori è concreta: a fine maggio scadrà la cassa integrazione per oltre 90 dipendenti che, nonostante le uscite volontarie, vedono il loro futuro in bilico. Colgo con favore l’approvazione unanime dell’assemblea della Regione Marche che riprende e chiede un impegno concreto da parte dell’intera filiera istituzionale», spiega Lorenzo Fiordelmondo .

«Jesi – aggiunge – è sempre stata e continuerà ad essere al fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e della nostra storia fatta di battaglie per i diritti di chi lavora. Chiediamo quindi con forza che l’azienda presenti a strettissimo giro il suo nuovo piano industriale, coerente con le scelte fatte proprie dall’accordo già siglato. La nostra città e il nostro territorio ospiteranno un’importante offerta di lavoro da qui a pochi mesi. Nessuno pensi di ragionare in termini compensativi. Questa città terrà legate e intatte la sua cultura industriale manifatturiera con la nuova storia che si sta per aprire».

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