Cronaca
Cinema Luca Zingaretti a Jesi, grande anteprima de “La casa degli sguardi”
Sold out al Multiplex Giometti per la presentazione della nuova produzione, l’attore, che stavolta veste anche i panni del regista, si è raccontato e ha dialogato con il pubblico
Jesi – Si è conclusa con un lungo e commosso applauso da parte del pubblico che aveva riempito completamente la sala del Multiplex Giometti, l’anteprima assoluta de “La casa degli sguardi“ di e con Luca Zingaretti.
Per la prima volta si è cimentato magistralmente nel doppio ruolo di attore e regista, presente in sala per conversare con il pubblico e rispondere alle domande sulla trama e sugli attori, dialogando con il padrone di casa, Massimiliano Giometti, che ha reso possibile l’iniziativa.

Ad accoglierlo anche tutta la Giunta comunale, con il saluto del sindaco Lorenzo Fiordelmondo. Grazie al Protocollo sul cineturismo Jesi sta vivendo una serie di appuntamenti con i set cinematografici che nel nostro territorio trovano le location per film e serie tv.
Il famoso attore, che ha dato il volto al Commissario Salvo Montalbano nella serie tv prodotta dalla Rai dal 1999 e si è cimentato stavolta anche nel nuovo ruolo, quello dall’altra parte della telecamera, ha scelto proprio «Jesi come primo vero pubblico» a cui sottoporre la sua opera che uscirà il 20 aprile nelle sale, «frutto del duro lavoro di due anni – ha spiegato lo stesso Luca Zingaretti -, e oggi sono con voi, nella terra che ha dato i natali ai miei nonni, che erano di Moie».

“La casa degli sguardi”, che trae ispirazione dall’omonimo romanzo scritto da Daniele Mencarelli, è un film che arriva dritto al cuore ma anche allo stomaco, è un film per ogni età perché solleva tematiche che potrebbero sembrare scomode ma riguardano la genitorialità, il sentirsi figli, colleghi ,amici, la fragilità con cui ognuno di noi affronta il dolore, la vita, le relazioni.
«Quando passi dall’altra parte della macchina da presa ti prendi la responsabilità della storia – ha detto Luca Zingaretti – è un grande esperienza professionale e umana».

«E questa storia è un invito a cogliere la bellezza della quotidianità, il protagonista è un giovane che cerca in ogni modo di fuggire dal dolore – rifugiandosi nell’alcol e nell’autodistruzione – ma vivrà la svolta decisiva per la sua rinascita solo nel momento in cui comprenderà che il dolore va affrontato e attraversato, perché rappresenta l’altro lato della felicità».
Un messaggio di speranza e di amore per le cose semplici della vita.
Gianmarco Franchini, che bene interpreta l’irrequietezza giovanile del personaggio protagonista e la sua grande sensibilità, ci racconta che vivere, in fondo, è l’operazione più complessa ma anche la più sublime che esista, crescere e rinascere è il modo più onesto di essere fedeli a se stessi e di scoprire chi siamo, dove vogliamo andare, su chi possiamo contare e quali sono le relazioni che scegliamo per la nostra vita.

«In un mondo in cui dobbiamo essere sempre performanti» ha detto Zingaretti, la grande sensibilità e il dolore che attraversa il protagonista si rivelano gli strumenti che ha a disposizione per stare nel mondo, per coltivare la sua autenticità in mezzo agli altri e salire sul tram della vita, lo stesso tram che suo padre – interpretato dallo stesso Zingaretti – guida tutte le mattine da più di 30 anni.
«Un uomo semplice che non sa gestire le inquietudini del figlio e forse non ne comprende tutte le sfumature caratteriali – ha spiegato il regista -. Per questo personaggio ho preso molte espressioni colloquiali che erano caratteristiche di mio padre, un uomo che nella sua semplicità sapeva esserci. Con quel modo di dire che usava spesso Mi raccomando, sempre in bocca al lupo – e che trovate anche nel film -, lui ci diceva che tifava per noi, che sarebbe andata bene, che lui c’era, sempre».
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