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Vallesina Il “Comitato per il controllo della discarica” riprende l’attività

L’annuncio da parte dello storico presidente Marco Gambini Rossano: al via una nuova dura battaglia contro l’insediamento di un impianto nel Comune di Poggio San Marcello

Moie – La notizia era nell’aria: il Comitato per il controllo della discarica, che negli anni si è battuto ferocemente per la chiusura di quella de La Cornacchia di Moie, riprende la propria attività.

Ad annunciarlo è lo storico presidente Marco Gambini Rossano, attraverso un apposito comunicato ufficiale. Il motivo, ovviamente, è da legare al progetto di una nuova discarica per rifiuti speciali, considerati non pericolosi, da insediare nel Comune di Poggio San Marcello, presentato dal soggetto privato Nice Srls.

Immancabile un breve excursus storico.

«La battaglia precedente, relativa alla discarica della Cornacchia, fu vinta grazie alla grande mobilitazione popolare avvenuta sotto l’egida del Comitato con oltre 15 assemblee e migliaia di firme raccolte, col supporto anche della politica e del consigliere Leonardo Guerro, che preparò materialmente il ricorso al Tar per Sindaci che oggi rivendicano meriti esclusivi su una lotta che all’inizio avevano sposato assai tiepidamente».

Lo sguardo viene prontamente puntato anche sulla situazione odierna.

«Attualmente hanno preso posizione contraria alla proposta i consiglieri regionali Manuela Bora (Pd), Marco Ausili (FdI) e Marta Ruggeri (M5s), con quest’ultima che ha chiesto l’accesso agli atti, oltre ad otto Sindaci della media Vallesina. Aspettiamo, però, la presa di posizione dei consiglieri provinciali, di tutti i partiti, considerando che la procedura è in capo alla Provincia, e occorre che la politica vigili sulle scelte tecniche, che ancorché possibili, raramente tengono conto della volontà del territorio».

«È sorprendente, e offensivo per il territorio e per i suoi cittadini, che venga proposta una nuova discarica a 800 metri da quella che riuscimmo a far chiudere dopo decenni di interramento di rifiuti speciali. Il territorio della media Vallesina ha già dato. Se avessimo voluto una discarica, ci saremmo tenuti La Cornacchia che, pur secondo noi dannosa per la salute, aveva almeno il pregio di essere in mano pubblica e ottimamente gestita dall’attuale direttore, scrupolosamente attento alle norme di legge. Certo, non avremmo optato per una discarica gestita da privati, che riteniamo potenzialmente un netto peggioramento rispetto allo status precedente».

Marco Gambini Rossano, come sempre pugnace, espone le decise posizioni del Comitato e svela alcune delle carte che verranno calate nel futuro prossimo.

«Nell’esprimere la nostra totale contrarietà, preannunciamo che non lasceremo niente di intentato per bloccare questa beffa oltraggiosa, chiedendo conto alla Provincia e ai Sindaci sia degli aspetti sanitari sia degli aspetti economici. Tali impianti vengono infatti solitamente venduti con un richiamo “al senso di responsabilità ed all’interesse pubblico”. Nel ripetere che il territorio e la sua popolazione hanno già dato, anche in termini sanitari, ricordiamo che le perdite di valore di immobili e terreni ricadenti nei territori del Comune, e dei Comuni circonvicini, equivalgono a un esproprio. E come tale si pagano. Vedremo alla fine se i privati, una volta presentato il conto da parte del territorio, avranno ancora interesse a promuovere questa tipologia di impresa».

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