Cronaca
Jesi Vertenza Imr, iniziati i primi sei esodi volontari
I lavoratori hanno scelto di accettare la buona uscita di 40mila euro oltre a 2 mensilità di mancato preavviso per concludere il loro rapporto con l’Azienda, a fine mese l’incontro per attivare un nuovo anno di cassa integrazione
Jesi – Sono stati firmati venerdì scorso i primi accordi di esodo volontario da parte di 6 dipendenti Imr – e altri 3 sono in fase decisionale – che hanno scelto di accettare la buona uscita di 40mila euro oltre a 2 mensilità di mancato preavviso, per concludere il rapporto di lavoro con l’Azienda.
Presente per la conciliazione un funzionario della segreteria provinciale della Cgil e il responsabile del personale Imr di Teramo.
«Le opzioni proposte dall’Azienda sono due -ha spiegato il sindacalista Davide Fiordelmondo, delegato Fiom Cgil della Rsu – per i lavoratori che hanno meno di 24 mesi al pensionamento è stato proposto, sempre su base volontaria, un accompagnamento alla pensione che consiste in un compenso mensile aggiuntivo alla cassa integrazione».

«Mentre per gli altri lavoratori che sceglieranno di non dare più fiducia al progetto di Imr, c’è la proposta di una buona uscita di 40mila euro più due mensilità. Per ora sono 6 i dipendenti che hanno scelto volontariamente di aderire».
Questa possibilità sarà offerta da Imr a 20 dipendenti, entro la fine di dicembre. I dipendenti che firmeranno l’esodo volontario, potranno usufruire della Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’ompiego, cioè l’indennità mensile di disoccupazione) fino a quando non troveranno un nuovo impiego e per un massimo di due anni.
«Come detto nell’ultimo incontro tra i vertici aziendali e i sindacati, il nuovo progetto di Imr è di reintegrare tutti i dipendenti senza licenziamenti, se non su base volontaria, entro il 2027, in base a una programmazione scandita dalle tempistiche delle nuove produzioni previste dal nuovo modello».

«Tra fine maggio e inizio giugno sarà avviata la prima, i dipendenti stanno facendo in queste settimane la formazione nello stabilimento di Teramo».
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Si era svolto il 30 aprile scorso il secondo incontro tra le rappresentanze sindacali e la controparte aziendale, presso lo stabilimento di via Roncaglia, per discutere del futuro occupazionale delle maestranze, visto il dietrofront dell’Azienda sul piano di reindustrializzazione firmato nel 2022 al Ministero.
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Dopo aver annunciato, infatti, nel mese di marzo la presenza di 26 esuberi (poi ridotti a 20 nella comunicazione ufficiale), le pressioni di sindacati e istituzioni e il malcontento sollevato tra i dipendenti, hanno portato Imr a ritrattare gli esuberi annunciati, tornando a parlare di 95 posti di lavoro che verranno reintegrati, 4 in più degli attuali 91 che sono ancora in attesa di ricollocazione.
In quell’occasione, a rafforzare la validità dell’impegno, i vertici aziendali si erano sbilanciati dando anche la notizia dell’acquisizione di una nuova commessa destinata proprio allo stabilimento di Jesi.
Il prossimo step con l’Azienda sarà l’incontro per discutere della cassa integrazione.
«A fine maggio si concludono i tre anni di cassa integrazione per i dipendenti – ha spiegato Davide Fiordelmondo -, è previsto un incontro tra i rappresentanti sindacali, l’Azienda e il Ministero per attivare una nuova cassa della durata di un anno».
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