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ANCONA / Il ministro Gelmini: «Maggio sarà il mese delle riaperture»

«Buon lavoro sulla campagna vaccinale, si può programmare in sicurezza e occorrono misure di rilancio per le Marche»

ANCONA, 12 aprile 2021 – Il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, plaude il lavoro della Regione Marche e annuncia riaperture imminenti nel mese di maggio. 

È quanto dichiarato oggi nella conferenza stampa a Palazzo Raffaello, sede della Regione Marche, insieme al governatore Francesco Acquaroli, all’assessore regionale alla ricostruzione, Guido Castelli e al Commissario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini. Si è fatto il punto della situazione sulla ricostruzione post-sisma, si è discussa la programmazione del Recovery Fund e si è parlato anche dell’emergenza sanitaria.

«Anche le Marche – ha dichiarato la Gelmini – hanno pagato un prezzo altissimo in termini di vittime della pandemia, ma stiamo vedendo la fine dell’incubo anche grazie al buon lavoro che questa Regione sta conducendo nella campagna vaccinale, soprattutto sulla fascia degli over 80 che per il 50% hanno già ricevuto la seconda dose. Elemento fondamentale e decisivo per poter programmare le riaperture in sicurezza». 

«Ringrazio il ministro Gelmini – ha aggiunto Acquaroli – per la visita e l’attenzione verso la nostra regione. Le abbiamo rappresentato l’impegno per orientare gli sforzi non solo della ricostruzione ma anche della post-ricostruzione, ovvero per restituire una quotidianità alla popolazione di oltre 80 Comuni marchigiani e uno sviluppo delle aree interne. Se da una parte deve andare avanti la ricostruzione fisica, dall’altra è necessaria una programmazione forte in grado di fornire le condizioni per lo sviluppo, di alzare gli indici di attrattività per scongiurare il fenomeno dell’abbandono e dello spopolamento dei territori. In tal senso anche il tema delle infrastrutture resta centrale, non solo per essere competitivi ma anche per assicurare qualità dei servizi sanitari. Per questo abbiamo proposto una serie di misure di agevolazione fiscale e l’inserimento di interventi nel Recovery Plan, come la Pedemontana delle Marche».

«La visita di oggi – ha aggiunto il ministro – e ciò che è emerso nelle riunioni con il presidente Acquaroli e il commissario alla ricostruzione, Legnini, mi hanno offerto ottimi spunti di riflessione. C’è da lavorare sodo per la programmazione del Recovery Fund per la ricostruzione, sui cui dobbiamo incardinare 1 miliardo e 700 milioni di euro e i presupposti perché il Governo assicuri un supporto alle regioni terremotate del Centro Italia. In tal senso ritengo un’idea brillante la proposta di una Zes (Zona Economica Speciale) per le Marche, sul modello applicabile in Sud Italia, proprio per evitare che questa regione e il Centro Italia scivolino su parametri economici negativi, di questo ne parlerò con il ministro Carfagna. Sono convinta, quindi, che le proposte del presidente Acquaroli vadano ascoltate dal Governo». 

Il Ministro, infine, ha espresso l’apprezzamento per il lavoro svolto dalle Regioni e dal Commissario Legnini sulla ricostruzione post-sisma, improntato alla semplificazione delle procedure e alla trasparenza, «una modalità di lavoro che dovrebbe costituire un modello da esportare». 

A tale proposito Giovanni Legnini ha evidenziato che «la ricostruzione del Centro Italia può dirsi transitata in una fase matura: molto consistente il numero dei cantieri aperti e sempre più rapido il ritmo dell’approvazione delle pratiche ma il tema è superare il dualismo prima ricostruzione e poi sviluppo. Non ce lo possiamo permettere. Sono due gambe, la ricostruzione e la rinascita anche economica, che devono camminare insieme. Abbiamo un’opportunità straordinaria con il Recovery Fund rispetto alla quale le Regioni hanno formulato proposte precise che mi auguro troveranno risposte positive». 

«Abbiamo sollecitato al ministro Gelmini – ha sottolineato Guido Castelli – che il tema del terremoto e della ricostruzione non è una questione locale, ma nazionale. Perché dipende da come si darà soluzione a questi temi se tutto il Centro Italia non cadrà in una crisi profonda. Sono territori già duramente colpiti da crisi economiche antecedenti la pandemia, dagli effetti negativi delle crisi bancarie e poi dal sisma. Per questo ritengo che il Recovery Plan e il Contratto Istituzionale di Sviluppo debbano essere necessariamente gestiti con il coinvolgimento della Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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