Cronaca
Apiro Pian dell’Elmo, Ferragosto finito tra i rifiuti: il bosco come una discarica – Video
Confezioni di carne, plastica, bottiglie e persino preservativi tra gli alberi, la denuncia di un appassionato di tartufi dopo una passeggiata sul Monte San Vicino: «Vengo qui con il mio cane, sono rimasto senza parole», il sindaco Ubaldo Scuppa: «Adesso basta!»
Apiro – Festeggiare Ferragosto, stare insieme, mangiare all’aperto e trascorrere una giornata in montagna, ci sta tutto. Quello che non dovrebbe starci è lasciare dietro di sé un bosco trasformato in una distesa di rifiuti.

È quanto si è trovato davanti, dopo il lungo weekend, un appassionato di raccolta dei tartufi arrivato a Pian dell’Elmo, ai piedi del Monte San Vicino, per una delle sue abituali passeggiate insieme al cane.
«Sono rimasto male – racconta – perché quassù vengo a tartufi con il mio cagnolino. Anche quando non li trovo è comunque divertente stare nel bosco. È un ambiente delicato, ci sono tantissimi animali e anch’io, quando mi muovo, sto attento a non provocare danni. Stavolta appena sono entrato ho visto una situazione fuori dal mondo».
Sacchetti, bottiglie, confezioni di alimenti, involucri di carne aperti e ormai ricoperti dagli insetti, resti del pranzo e persino preservativi. E quella documentata, assicura, sarebbe soltanto una piccola parte di ciò che è rimasto tra gli alberi e nelle radure.
«Ho fatto solo una breve passeggiata. Con il vento che si sta alzando la sporcizia viene trascinata dappertutto. Stamattina ho incontrato anche una signora con un bambino che cercava di raccogliere qualcosa per ripulire. Mi sono messo anch’io ad aiutarla, ma era impossibile: ce n’era ovunque».
Durante Ferragosto Pian dell’Elmo ha registrato una fortissima affluenza, 700 auto nel parcheggio, un numero che restituisce comunque la dimensione di una giornata particolarmente partecipata.
Il problema, però, non è quante persone abbiano scelto la montagna. È come alcune di loro l’abbiano lasciata.
La Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e Monte Canfaito è stata istituita proprio per conservare e proteggere habitat, flora e fauna di un territorio particolarmente fragile e prezioso. E allora, la domanda diventa inevitabile: perché pretendiamo rispetto dalla natura quando siamo noi i primi a non rispettarla?
«Mi dicono che a Ferragosto accade da trent’anni – prosegue l’uomo – ma che una situazione così non si era mai vista. Ho voluto segnalarla proprio perché non diventi una consuetudine».
Anche il sindaco di Apiro, Ubaldo Scuppa, non nasconde la rabbia.
«Divieti, ordinanze, ma niente. Nel bosco all’indomani del Ferragosto si trova di tutto. Abbiamo interessato il Cosmari (Azienda pubblica che gestisce la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti in provincia di Macerata, ndr), per capire se può intervenire con una squadra per la pulizia. Naturalmentetutto questo ha un costo, con con ogni probabilità, finirà ancora una volta a carico nostro».
«Il prossimo anno – continua il Sindaco – potremmo portare il parcheggio al pagamento di 30 euro: se questo serve a scoraggiare chi viene soltanto a lasciare rifiuti, allora lo faremo. Negli anni scorsi avevamo un servizio di vigilanza che il giorno dopo provvedeva anche alla pulizia, arrivando a raccogliere trenta o quaranta sacchi, quest’anno quel servizio non c’era, perchè dopo numerose lamentele, anche dall’Unione Montana, quest’anno non è stato richiamato, e il risultato si è visto».
«Ho parlato anche con il presidente dell’Unione Montana, Denis Cingolani, – sindaco di Matelica, territorio che condivide l’area – a settembre dovremo sederci intorno a un tavolo e capire come evitare che una situazione del genere si ripeta».
Nella mattinata di ieri un gruppo di volontari civici di Apiro e di Frontale capitanati dall’assessore Bini -, fa sapere il Comune – si è rimboccato le maniche per raccogliere e radunare i rifiuti abbandonati. Tutto il materiale raccolto verrà ritirato e smaltito regolarmente dal Cosmari.

Il Monte San Vicino e Pian dell’Elmo sono un patrimonio e un punto di riferimento per generazioni di marchigiani, luoghi scelti soprattutto dalle famiglie per trascorrere qualche ora nella natura.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più amaro: quale esempio lasciamo ai bambini se dopo una giornata di festa ci alziamo da un prato lasciando a terra ciò che abbiamo portato?

Si potrebbe arrivare un giorno a dover limitare l’accesso a questa magnifica oasi naturale per difenderla dall’uomo?
Davanti a certe immagini non ci sarebbe da stupirsene.
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