Cronaca
Jesi Ecco “Casa Iom – la voce delle donne” per affrontare il tumore al seno
Si amplia il progetto sul territorio, iniziativa di assistenza integrata per promuovere il benessere psicofisico, migliorare la qualità di vita e la capacità di reagire alle sfide poste dalla malattia, coordinatrice Marialuisa Quaglieri
Jesi – Casa Iom compie un passo avanti: il progetto si amplia e diventa “Casa Iom – la voce delle donne”, un modello di assistenza integrata che coinvolge non solo le pazienti con tumore al seno, ma anche i loro partner e i figli, estendendo così il percorso di cura e accompagnamento all’intera famiglia.
Casa Iom — presentata nel novembre dello scorso anno (qui l’articolo) — si arricchisce ora di nuovi strumenti e servizi, grazie al Community Award 2025 di Gilead Sciences.
Supporto psicologico, consulenze specialistiche, laboratori esperenziali e percorsi di riattivazione per il reinserimento sociale dopo la malattia. Sono alcuni dei servizi del modello di assistenza dedicato alle donne con tumore al seno di Jesi e della Vallesina “Casa Iom – la voce delle donne” messo a punto dall’Associazione Iom Jesi e Vallesina Odv.
«Con questo nuovo progetto Casa Iom si candida a diventare un laboratorio permanente di innovazione sociale e sanitaria, capace di dare risposte concrete e personalizzate ai bisogni complessi delle donne con tumore e delle loro famiglie, in un’ottica di genere e di comunità», commenta Marialuisa Quaglieri, coordinatrice del progetto e direttore dall’Associazione Iom Jesi e Vallesina Odv.
«Casa Iom sarà un luogo fisico e simbolico, un ambiente accogliente dove le donne possono sentirsi accolte e supportate non solo nella dimensione clinica, ma anche emotiva, sociale e creativa. Un luogo che con questa nuova progettualità puntiamo a far diventare un presidio extraospedaliero di riferimento sul territorio».
Come anticipato dalla stessa Maria Luisa Quaglieri che tiene a ribadirlo, tale possibilità è aperta anche agli uomini.
«Quando il paziente arriva a noi non possiamo solo curare, dobbiamo accoglierlo, prendercene cura con umanità», aveva sottolineato Anna Maria Trane Quaglieri, la presidente storica dello Iom, scomparsa lo scorso marzo, nel presentare Casa Iom.
Un’iniziativa per promuovere il benessere psicofisico, migliorare la qualità di vita e la capacità di reagire alle sfide poste dalla malattia. Delle donne ma anche dei partner e dei figli. Un modello che farà di Casa Iom uno snodo cruciale nella rete di assistenza socio-sanitaria del territorio per la presa in carico di chi è colpito da questa patologia.
Il progetto, in partenza nei prossimi mesi, sarà realizzato grazie al finanziamento ottenuto al Community Award Program, bando di concorso nazionale promosso dall’azienda biofarmaceutica Gilead Sciences e riservato ad Associazioni di pazienti e Organizzazioni No Profit nelle aree delle malattie oncologiche, infettive, oncoematologiche ed epatiche.
Il tumore al seno rappresenta ancora oggi la forma di cancro più frequentemente diagnosticata tra le donne in Italia, con circa 53.000 nuovi casi stimati nel 2024. Nonostante i progressi sul fronte della sopravvivenza, con un tasso a cinque anni superiore al 90% per le diagnosi precoci, permangono criticità importanti, sia sul piano dell’equità nell’accesso alle cure, sia sul piano del sostegno psicosociale e relazionale alle pazienti e alle loro famiglie. Anche nella regione Marche, dove è attivo un programma di screening mammografico ampliato alle fasce 45-74 anni.
Sul piano personale, affrontare una diagnosi di tumore rappresenta per molte donne un’esperienza profondamente sconvolgente, non solo sotto il profilo clinico ma anche sul piano psicologico, sociale ed esistenziale. In particolare, le donne colpite da carcinoma mammario si trovano spesso a dover gestire una complessa riorganizzazione della propria identità, che coinvolge il corpo, la femminilità, le relazioni affettive e la progettualità di vita. Le sfide non riguardano solo la diagnosi e il trattamento, ma anche la qualità della vita durante e dopo le cure.
Da qui prende il via il progetto di Iom all’interno di Casa Iom, uno spazio inaugurato dall’Associazione nel 2024 nel cuore di Jesi, già dedicato alle donne con patologia oncologica e alle loro famiglie. Ora, con la realizzazione del nuovo progetto finanziato dal Community Award di Gilead, Casa Iom si potenzierà come presidio territoriale stabile e riconoscibile nella rete dei servizi sociosanitari.
Offrirà accoglienza, orientamento e accompagnamento personalizzato alle donne con tumore e ai loro familiari, in ogni fase del percorso di malattia, fino all’eventuale accompagnamento al fine vita e al supporto nel lutto. Uno spazio di speranze, in cui le pazienti e le loro famiglie possono trovare accoglienza, ascolto e strumenti per affrontare il percorso di cura con dignità e umanità.
Sei in particolare le iniziative previste dal progetto
- Gruppi di supporto psico-emotivo per donne (partner e figli) condotti da psico-oncologhe di Iom per offrire uno spazio protetto per il confronto tra pari su varie tematiche, dalla sessualità fino al ritorno alla quotidianità dopo la malattia
- Laboratori esperienziali espressivi, dalla scrittura autobiografica all’arteterapia, condotti da professionisti esperti per facilitare la possibilità delle donne di riconnettersi con se stesse dopo la malattia
- Percorso “Riattiviamoci” per aiutare le donne a ricostruire la quotidianità e ripartire dopo la malattia a livello lavorativo e sociale
- Sportelli di consulenza personalizzata in ambito psicologico, nutrizionale ed estetico
- Sportello informativo e di orientamento gestito da volontari e consulenti sull’accesso a tutele, agevolazioni, servizi sociosanitari e documentazione
- Programma “Benessere a domicilio” che includerà audio e video guide di esercizi, pillole informative, consulenze telefoniche o video dedicati alle donne più isolate o in condizioni di fragilità impossibilitate fisicamente a recarsi a Casa Iom
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