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Lettere & Opinioni

CASTELBELLINO / L’abbandono di Villa Salvati nel mirino di “Ritroviamo Castelbellino”

la via il taglio dei tigli ultracentenari

La denuncia del gruppo di minoranza consiliare che chiede agli enti sovracomunali e regionali di intervenire

CASTELBELLINO, 4 settembre 2020 – In questi giorni dove ricordiamo la conterranea Maria Montessori, non possiamo non volgere lo sguardo alla nostra realtà, nazionale e locale, e al caos che vi regna sovrano.

Una confusione che – anche a causa del Covid – ha reso la situazione quasi tragica, soprattutto considerando che siamo a meno di due settimane dall’apertura delle scuole. E lo vediamo a livello nazionale, ma ancor più in casa nostra, dove è sotto gli occhi di tutti l’odissea che concerne gli studenti delle scuola secondaria di primo grado, che ancora e purtroppo, sono “spacchettati” in ogni dove, non potendo contare su di una scuola propria, e ad hoc.

E allora merita un accenno, in questo contesto, il caso, più unico che raro, dell’Istituto di Istruzione Superiore Cuppari – Salvati, che ha luogo all’interno della omonima “Villa Salvati” (situata a Pianello Vallesina in territorio del Comune di Monte Roberto, ndr). Alcuni giorni fa, infatti, sollecitati dai cittadini del comprensorio territoriale, siamo stati ospiti di una delegazione di produttori che operano all’interno dell’Istituto in questione, dove abbiamo potuto verificare e toccare con mano quanto l’ingegno e la volontà di fare delle persone del settore educativo e produttivo, possano davvero fare la differenza.

Federica Carbonari “Ritroviamo Castelbellino”

Un gioiello tutto nostro, lasciatoci grazie alla donazione in favore della comunità fatta dalla famiglia “Serafino Salvati”, che per primo desiderava che in tale area si sviluppasse una scuola legata al mondo agricolo. Oltretutto la scuola agraria ha un primato nazionale, poiché al suo interno viene sviluppato il progetto della coltivazione in ”acquaponica” attraverso una apposita convenzione tra l’ente scolastico e le società esterne “Rubisco” eAcquacultura Italia. Un esempio e un modello da cui ripartire e rilanciare il più vasto “progetto scuola” territoriale nel suo significato più vero e su cui erigere le fondamenta del futuro degli alunni, poiché mette in evidenza l’importanza della scuola come punto di raccordo tra l’offerta didattica e formativa proposta e il mondo del lavoro.

Queste convenzioni, infatti, tra privato e parte pubblica sono molto importanti e rappresentano la vera chiave di volta per rilanciare il settore scolastico e adattarlo alle esigenze economiche e funzionali delle aziende dei diversi settori produttivi della Vallesina.

Peccato, in questo contesto, prendere atto dello status dell’edificio Villa Salvati e del patrimonio arboreo circostante, che riflettono un abbandono frutto di assenza di iniziative e attività volte e far “rifiorire” questo gioiello sì nostro, ma ancor di più di tutto il territorio della Vallesina.

Interessiamoci alla situazione! Gli enti sovracomunali e regionali devono intervenire puntando a potenziare e valorizzare questo fiore all’occhiello del territorio, che rappresenta un patrimonio culturale e storico invidiatoci da tutta la nazione.

Ritroviamo Castelbellino

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