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Chiaravalle

CHIARAVALLE / CROLLA PARTE DEL TETTO DELL’ABBAZIA CISTERCENSE DI SANTA MARIA IN CASTAGNOLA

chia1CHIARAVALLE, 23 settembre 2016 – Una ferita per la città. Una ferita che va oltre il danno economico perché colpisce la struttura che per antonomasia caratterizza e simboleggia Chiaravalle: l’abbazia cistercense del XII° secolo di Santa Maria in Castagnola ed il suomonastero.

Nel cuore della notte tra giovedì e venerdì è crollata una parte significativa del tetto del monastero annesso all’abbazia di Santa Maria in Castagnola, proprio sopra la millenaria Sala dei Conversi.

Il bel chiostro della chiesa cistercense del XII° secolo ha subito un crollo dopo decenni di incuria e di abbandono. Si è spezzata una trave già lesionata ed è così crollata una parte del tetto. Un crollo che poteva anche essere preventivato perché i tecnici sapevano come la trave fosse obsoleta e lesionata. Eppure nessuno è intervenuto con perizia e con urgenza.

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Così hanno stabilito i vigili del fuoco che ieri sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e per quantificare i danni. Del resto il chiostro ed il monastero annesso all’abbazia di Santa Maria in Castagnola sono così da anni, abbandonati all’usura del tempo e all’indifferenza di troppi.

“Ora – dicono i tecnici comunali – si dovrà intervenire seguendo tempi e protocolli: potrebbero passare anche due mesi”. chia2

Forse l’acqua abbondante delle piogge dei giorni scorsi, forse le scosse di terremoto di un mese fa, molto più probabilmente lo stato in cui versano da tempo immemore le travi e le strutture che sono lì da secoli: queste le cause del crollo.

Erano tanti i cittadini che ieri mattina si sono radunati in piazza Garibaldi, di fronte all’abbazia, e che commentavano con amarezza, quasi con dolore, un crollo per certi versi preventivabile e quasi annunciato. Da anni si parla, infatti, della ristrutturazione di un monumento che per Chiaravalle è vitale e che ha caratterizzato la storia della città fin dalle sue origini ma polemiche, spesso sterili, oltre che una mancanza di programmazione e di contributi hanno sempre impedito la ristrutturazione.

Anche recentemente i locali del monastero e della vicina area ex Fintecna sono finiti nell’occhio del ciclone della polemica politica e come spesso accade si è perso tempo prezioso per la ristrutturazione di un monumento bello ed importantissimo con il conseguente, rovinoso, crollo.

“Nelle Marche ci sono solo due abbazie cistercensi – diceva un anziano che ieri mattina era in piazza Garibaldi – quella di Chiaravalle e quella dell’abbadia di Fiastra, vicino Urbisaglia: basta recarsi nel Maceratese per vedere come lì ci sia stata buona politica e interventi concreti, come sia stato forse facile reperire risorse statali e della Comunità Europea. Il chiostro di Fiastra è un fiore all’occhiello, questo di Chiaravalle è in stato di abbandono da decenni e nessuno ha mosso e muove un dito. Non c’è pace per il nostro monastero espropriato per tre volte ai cistercensi e lasciato in stato di abbandono proprio da chi dovrebbe tutelarlo”.

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

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