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Bassa Vallesina

CHIARAVALLE / Daniela Montali, sette anni di gogna per accuse infondate

Il sindaco di Chiaravalle dal 2002 al 2012 parla dell’archiviazione del procedimento per danno erariale che ha coinvolto politici e tecnici

CHIARAVALLE, 30 gennaio 2021 – «Sette anni molto pesanti: a un cittadino tempi così lunghi per accertare l’infondatezza di accuse risultano incomprensibili e fa arrabbiare, ché il tempo gioca a favore di chi getta fango».

Daniela Montali, sindaco di Chiaravalle dal 2002 al 2012, è soddisfatta della sentenza di archiviazione del procedimento per danno erariale attivato dopo un esposto di un ex politico di destra e dal sindaco Damiano Costantini, sulla questione del chiostro abbaziale e dell’orto del prete.

«Ritrovo una serenità che si era incrinata. Sento ora parlare di eventuali scuse. Forse a qualcuno sfugge che certe situazioni vissute non si possono cancellare.

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Come fai a cancellare quella percezione di una lama sottile che ti attraversa il cuore al pensiero che i tuoi figli leggano certe infamie sul tuo conto.

E il fatto che sai con assoluta certezza che loro mai un istante hanno prestato fede a tali vaneggiamenti non cambia niente. Infamie gratuite, sospetti assurdi, che ti cambiano la vita proprio perché sei un cittadino perbene e non sopporti che il perseguimento di interessi personali da parte di qualcuno passa anche sulla distruzione di chi potrebbe costituire un intralcio.

Per chi ha scelto la politica con il convincimento di adoperarsi per la propria comunità senza chiedere vantaggi personali è dura convivere con sospetti, illazioni, denigrazioni».

Daniela Montali

La Montali sottolinea che si tratta di una archiviazione, con decreto della stessa Procura, che rappresenta l’accusa, che non ha ritenuto sussistenti neanche i presupposti per esercitare l’azione di danno erariale e, quindi, citare a giudizio gli accusati. Molto più di un’assoluzione.

«Un’esperienza come questa ti induce a pensare che ormai il rispetto per le persone ha valore zero: chi grida di più e sa abbindolare ha vita facile a discapito di chi si impegna con serietà e magari umiltà. Tutto ciò lascia una profonda tristezza. La conclusione di inconsistenza delle accuse chiude un periodo ma certo non ripaga dei danni subiti sotto nessun profilo, né personale né politico. E allora ritornando alle scuse; scusare che cosa? Le infamie? I danni avuti? Lo stress accumulato? Sospetti di cui si è stati fatto oggetto?».

Gianluca Fenucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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