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Attualità

CHIARAVALLE / Il ritorno dei “remigini” 70 anni dopo

Vestiti di tutto punto con grembiule, fiocco e colletto: si sono ritrovati davanti alla scuola gli “alunni” 76enni, tra ricordi ed emozioni

CHIARAVALLE, 2 ottobre 2020Settanta anni dopo, la campanella del primo giorno di scuola suona puntale e loro si presentano impeccabili e senza un capello fuori posto. Sono belli e impettiti avvolti nel loro grembiule nero con tanto di fiocco azzurro e colletto bianco: sono splendidi gli eterni ragazzi che il 1° ottobre 1950 – perché la scuola allora cominciava il primo giorno di ottobre – erano i “primigini” della scuola elementare di Chiaravalle.

L’appello degli ex alunni di 70 anni fa

Poco importa se oggi hanno 76 o 77 anni: lo spirito, e anche il fisico, è inattaccabile e Rodolfo Baldini ha organizzato le cose a puntino. Alle 11 sono lì, davanti alla scuola di viale Marconi, dove 70 anni fa suonò la prima campanella della loro prima classe elementare. La maestra era Cesarina Caimmi e tutti ricordano con grande affetto anche gli altri insegnanti che li hanno accompagnati fino in quinta: Ilde Marinelli, Papalini, il mitico Rocco Tigano che non lesinava qualche bastonata agli indisciplinati. Ci voleva questo gruppo di ultra settantenni a donare agli alunni e agli insegnanti di oggi un sorriso e uno sguardo positivo verso un futuro di incognite, tra concorsi incerti ed emergenza Covid.

La prima elementare di 70 anni fa

Hanno il sorriso sulle labbra e i ricordi dei tempi belli. Sono in tanti e sono felici. Rodolfo Baldini, Roberto Bolli, Faliero Giacconi, Manlio Lombardi, Gianni Lupini, Giuliano Maiolatesi, Romano Morosetti, Paolo Mosca, Renato Moschini, Franco Pennacchietti, Franco Menotti, Giorgio Pietroni, Armando Scrosta, Cesare Togni, Aldo Memè, Enea Marinelli, Paolo Papalini. Nei loro ricordi anche i compagni di classe che non ci sono più: Alfio Menotti, Carlo Papalini, Mario Procaccini, Romano Rocchetti, Sandro Sabbatini, Mario Tonti, Siro Morosetti.

La vita ha riservato loro destini diversi eppure nei loro occhi brilla la luce di chi è soddisfatto ed è felice di ritrovarsi: Paolo Mosca è arrivato da Pescara per condividere questi momenti belli. Ci sono i “secchioni”, quelli che si sono laureati come Manlio Lombardi e Franco Menotti e i “casinisti”, Gianni Lupini, artista vero e Roberto Bolli, per non parlare di Enea Marinelli, calciatore creativo, idolo della Biagio Nazzaro.

Ricordano ancora aneddoti memorabili: quando “corrompevano” il maestro Tigano con un cacciatorino che valeva la passeggiata lungo il fiume o quando rubavano le uova per portarle a Maggiolì, il bidello. C’era chi soffriva la fame e aveva i colori corti da 6 pezzi in una scatola ma anche chi aveva 12 bei pastelli lunghi da far invidia.

Si faceva il tifo per Coppi o Bartali e la vita era bella così, senza tablet e cellulari, tv e computer ma con i giorni che profumavano di infanzia, di pulizia, spontaneità e amicizia.

Gianluca Fenucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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