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CINGOLI / Fileni e il Bilancio di Sostenibilità, innovazione e tradizione

È aumentato il fatturato del 6% mentre sono diminuite le emissioni in atmosfera di anidride carbonica, il 40% dei dipendenti è donna

CINGOLI, 19 novembre 2020Fileni presenta il Bilancio di Sostenibilità dell’anno 2019.

Ieri, infatti, nel corso di una video-conferenza, è stato pubblicato e illustrato il documento riguardante lo stato di salute dell’azienda agro-alimentare formata da 1.834 dipendenti. Il fatturato di filiera è pari a 452 milioni di euro, registrando un aumento del 6% rispetto al 2018.

Con semplicità e trasparenza, Fileni ha raccontato come si possa essere un’azienda competitiva e leader di mercato in un una congiuntura economica tutt’altro che favorevole, senza scendere a compromessi sulle pratiche ispirate all’economia circolare, sul benessere degli animali e sul rispetto per l’ambiente e il territorio.

Fileni si dedica da sempre all’allevamento e alla produzione di carni avicole di qualità, lavorate con il massimo rispetto per la materia prima, combinando innovazione e tradizione.

L’Azienda amplia l’offerta in linea con le esigenze e le preferenze dei consumatori, presupponendo scelte di fondo nette e rigorose come il no tassativo a carni separate meccanicamente, Ogm, conservanti, olio di palma e l’indirizzo verso prodotti a basso contenuto di grassi.

Fileni dà anche molta importanza al benessere animale. I polli sono allevati a terra, alimentati con solo mangime di origine vegetale e ospitati in strutture modello per aerazione e illuminazione, dotate di strumentazioni che consentono un costante monitoraggio dei parametri di benessere degli animali.

Un perfetto esempio dell’innovazione sostenibile promossa da Fileni lo si trova, invece, nei due packaging ecocompatibili lanciati dall’azienda negli ultimi due anni: da una parte l’ecovassoio Fileni Bio, capace di abbattere del 90% l’utilizzo della plastica in favore della carta, grazie al vassoio realizzato in cartoncino ottenuto da foreste gestite in modo sostenibile. Dall’altra, il primo packaging completamente compostabile del settore, che si può conferire direttamente nella raccolta domestica dell’umido, dato che la confezione è composta da un vassoio e da un film protettivo realizzato in bioplastica.

Gli indicatori più probanti di un approccio alla circolarità e alla sostenibilità da parte di Fileni che nulla concede a un greenwashing di facciata si ritrovano nelle performance ambientali.

Nel 2019 il consumo di energia è aumentato del 3% a fronte di un incremento nella produzione del +6,6%. L’indice di intensità energetica delle attività produttive, pertanto, è diminuito del 3,2% a parità di perimetro. Come si è accennato in precedenza, il fabbisogno energetico aziendale è coperto al 100% da fonti rinnovabili e a basso impatto, sia acquistate, con garanzia d’origine, sia auto-prodotte (fotovoltaico e gas naturale).

In tal senso, da giugno 2020 è entrato in funzione il digestore anaerobico presso lo stabilimento di Castelplanio che ricava biogas dai fanghi di depurazione dalle acque reflue. Tale biogas è utilizzato per alimentare un impianto di cogenerazione che fornisce energia elettrica e termica alle linee di lavorazione. Un impianto analogo è in fase di realizzazione nello stabilimento di Cingoli.

Nel 2019, inoltre, le emissioni in atmosfera riconducibili ai due stabilimenti, i due mangimifici e gli allevamenti di proprietà del Gruppo sono state pari a 23.292 tonnellate di anidride carbonica, -8% rispetto al 2018. Grazie anche al passaggio alle sole fonti energetiche rinnovabili, inoltre, è stata evitata l’emissione di 16.792 tonnellate di anidride carbonica2, riducendo l’indice di intensità emissiva del 1,4%.

Il corretto smaltimento dei sottoprodotti e rifiuti generati avviene in accordo con il sistema aziendale di gestione ambientale certificato ai sensi dello standard ISO 14001. La produzione di sottoprodotti e rifiuti nel corso del 2019 si è attestata a 7.971 tonnellate, valore sostanzialmente analogo a quello registrato nel 2018. Va precisato che il 99,8% dei sottoprodotti e rifiuti è classificato come non pericoloso e, soprattutto, che il 97,2% viene destinato al riciclo. Si tratta perlopiù di fanghi di depurazione, oggi riutilizzati per la produzione di biometano, e di imballaggi in carta, cartone e plastica, destinati anch’essi al riciclo.

Gli scarti di lavorazione del pollame, invece, sono trasferiti a un consorzio, dove subiscono una lavorazione che li rende utilizzabili per la produzione di petfood.

Per quanto riguarda l’aspetto sociale, le dipendenti donne sono il 40% del personale sia nella manodopera sia nelle mansioni impiegatizie. A testimonianza di come la valorizzazione dei talenti sia considerata strategica per la crescita dell’Azienda, nel 2019 sono state erogate oltre 7.600 ore di formazione professionale, di cui il 59% rivolte agli operai. Inoltre, per supportare e favorire il benessere delle persone sono state attivate nel corso degli anni varie iniziative di welfare aziendale: dalle convenzioni per prestazioni sanitarie, Caaf e patronati,  ai servizi di lavanderia e alle borse di studio per i figli dei dipendenti.

Il Bilancio di Sostenibilità 2019 conferma come la produzione biologica Fileni non prescinda da una visione e da un progetto di sviluppo che hanno come riferimento il territorio delle Marche.
La “marchigianità” dell’Azienda, intesa come profondo e appassionato sentimento di appartenenza a un luogo, una storia e un comune modo di concepire la vita, è esibita con orgoglio in novità di prodotto come il Pollo Bio dalle Marche, così come in progetti ambiziosi e di ampio respiro come Arca, acronimo di Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente, che si propone di ripristinare l’equilibrio nel rapporto tra l’uomo e la terra.

Il progetto Arca parte proprio dalla rigenerazione dei suoli mediante l’utilizzo di concime organico da fonte animale per estendersi alla costruzione di filiere agroalimentari innovative, solide e sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, capaci di un controllo effettivo su tutti i passaggi dal campo al punto di vendita e di certificare autorevolmente l’assoluta salubrità e bontà delle produzioni agroalimentari.

Massimo Fileni

«Stiamo vivendo – commenta Massimo Fileni, vicepresidente di Fileni Alimentare SpA – un momento che ci chiama ad affrontare sfide e incertezze inimmaginabili solo un anno fa. Siamo profondamente grati per l’encomiabile senso di responsabilità dimostrato dalla nostra gente, un gruppo coeso e affiatato che in questi mesi complicati e drammatici per il Paese non si è mai tirato indietro. Oggi più che mai siamo convinti che le aziende come la nostra debbano essere un punto di riferimento nel promuovere comportamenti e iniziative di responsabilità sociale non solo nei confronti dei dipendenti e delle loro famiglie, ma anche del territorio in cui si opera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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