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Cronaca

COVID-19 / Il sindaco Massimo Bacci: «L’ospedale “Carlo Urbani” è allo stremo» (video)

«Grido d’aiuto di chi è in prima linea, non ce la fanno veramente più, hanno bisogno di tutto»

JESI, 28 marzo 2020 – È un Sindaco che appare non solo stanco ma anche molto preoccupato quello che affida alla pagina fb del Comune il suo messaggio di solidarietà all’ospedaleCarlo Urbani” e che si fa tramite di una situazione che sta diventando molto più che preoccupante. La struttura, infatti, rischia il collasso.

E Massimo Bacci lo dice senza mezzi termini e invoca aiuto, per conto di coloro che operano in prima linea per far fronte al contagio.

«Sapevo dagli assessori Quaglieri e Butini – sottolinea il primo cittadino – che sono in stretto contatto con gli operatori della sanità, quale fosse stato e sia il loro sforzo giornaliero, sforzo che dura da settimane e quanto grande sia stato il loro impegno. Oggi mi è giunto direttamente, tramite lettera, un loro grido di aiuto: sono allo stremo, non ce la fanno praticamente più, hanno bisogno di personale aggiuntivo, hanno bisogno di dispositivi ospedalieri, hanno bisogno di macchinari particolari per la terapia intensiva e di medicinali».

Il Sindaco lo ripete ancora perché è così dura la realtà, e pesante, che nulla deve sfuggire a chi sta ascoltando. E a chi ha in mano le leve del poter decidere.

«Sono allo stremo, non ce la fanno veramente più – sottolinea di nuovo – . Chiedo ai responsabili dell’Asur, al Presidente della Regione, nonché assessore alla Sanità, di tener conto di questo grido di allarme, di trovare quanto necessita agli operatori del “Carlo Urbani” o in alternativa di ridurre il carico dell’ospedale, perché credo che a breve arriveremo al collasso e, ovviamente, come potete immaginare, questo non può accadere».

 

Secondo i dati odierni forniti dal Gores (Gruppo operativo regionale emergenza sanitaria), i ricoverati nella struttura jesina sono 117 – provenienti non solo dal nostro territorio -, suddivisi in 15 in terapia intensiva, 13 in semi intensiva e 89 non intensiva.

Per l’aggiornamento  relativo alla solidarietà – con il quale era iniziato il messaggio -, il Sindaco precisa come «è stato inoltrato l’ordine per l’acquisto del tomografo polmonare da destinare alla terapia intensiva del “Carlo Urbani. Il tutto grazie alla raccolta fondi della Fondazione Vallesina Aiuta onlus, Fondazione che, ricordo, è stata costituita dal Comune di Jesi e dall’Azienda Servizi alla Persona».

«La cifra raccolta è stata superiore a quella che necessitava per l’acquisto  del tomografo e, pertanto, nei prossimi giorni, verrà investita per l’acquisto dei dispositivi sanitari che serviranno agli operatori del “Carlo Urbani” ma anche agli operatori che operano nel sociale, in particolare a coloro che stanno a supporto dei più fragili, penso ai diversamente abili e agli anziani che, attualmente, hanno solo loro come interfaccia. Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno voluto contribuire e un grazie particolare alla presidente della Fondazione Vallesina Aiuta onlus, Elisa Di Francisca, perché ha voluto, in prima persona, dare un contributo per far sì che questa raccolta ottenesse, poi, il risultato che ha ottenuto».

«È la nostra testimonianza concreta di ringraziamento e gratitudine ai medici, agli infermieri, al personale sanitario e socio sanitario, a tutti coloro che si prendono cura dei pazienti negli ospedali, negli ambulatori, nelle strutture protette e anche a domicilio. E allo stesso personale amministrativo che so, ormai da giorni, ha dovuto triplicare gli sforzi per supportare tutte le attività».

«Il “Carlo Urbani” tutto, sta dando una dimostrazione di grandissima professionalità, senso del dovere e solidarietà. Credo che, se ce ne fosse stato ancora bisogno, ha dimostrato di essere un presidio ospedaliero eccellente. Mi auguro che, terminata questa emergenza, all’ospedale “Carlo Urbani” questo venga riconosciuto».

«Ringrazio di cuore per quello che hanno fatto, tutti i sanitari, dicendo loro che sono il vero orgoglio della nostra città e che siamo molto vicini a loro. Un grande abbraccio».

(p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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