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COVID / Francesco Acquaroli: «Non ho chiesto la zona rossa ma di dare certezze»

La polemica del Presidente della Regione a margine della Conferenza Stato-Regioni in merito al suo intervento sull’ipotesi lockdown

ANCONA, 16 dicembre 2020 – Coda polemica al termine della Conferenza Stato-Regioni odierna per valutare le misure anti covid del Governo, orientato al lockdown, in vista delle feste natalizie all’insegna di un allargamento delle zone rosse.

È lo stesso presidente Francesco Acquaroli a sottolineare di aver appreso «dalla stampa e dai telegiornali – il Tg3 Marche, ndr – che questa mattina avrei chiesto la “zona rossaper le festività natalizie nella Conferenza Stato Regioni tenuta in modalità web. Mi vedrò costretto a chiedere la registrazione del mio intervento perché, a meno di sdoppiamento della personalità, le mie affermazioni sono state di altro tipo».

«La premessa doverosa è che la riunione era stata convocata per parlare di vaccini ma in coda è stato inserito il tema delle ulteriori eventuali altre misure da prendere per le festività natalizie, onde evitare un impatto devastante nel mese di gennaio sulle strutture ospedaliere ancora in sofferenza. Per questo ci è stato chiesto il nostro parere».

«Il mio intervento – spiega il governatore delle Marche –  tra gli ultimi di quelli in scaletta, ha evidenziato la disponibilità a discutere di una stretta per evitare assembramenti e ammucchiate soprattutto nelle case private. Ho affermato che se si dovesse ipotizzare una ulteriore chiusura non si può pensare che a pagarla siano ristoranti, bar, esercizi commerciali, piscine e palestre e che a fronte di essa ci sarebbe bisogno di ristori totali e immediati».

Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli

«Ho detto, inoltre, che non è comunque giusto paragonare i territori periferici, che già hanno pagato con l’isolamento le precedenti restrizioni, alle grande dimensioni. Ho parlato dell’inopportunità di lasciare sole persone anziane in questo periodo. Ho chiesto di dare certezze, seppure in un quadro complicato. Ho parlato di necessità di concertazione e di messaggi univoci«.

«Ieri si diceva di aprire le scuole e oggi si pensa di chiudere tutto. È incomprensibile a me, figuriamoci ai cittadini! Quanto detto non mi sembra la richiesta di una zona rossa ma a qualcuno evidentemente fa comodo così. Ora mi aspetto che tutti coloro, soprattutto chi opera nel servizio pubblico che, senza interpellarmi, mi hanno attribuito la richiesta della zona rossa, riportino il senso di quanto ho veramente detto in quel contesto. Perché l’informazione, soprattutto quella pubblica pagata con i soldi dei cittadini, non deve mai diventare disinformazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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