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Elezioni provinciali Il passo indietro “rumoroso” di Luca Paolorossi
Il Sindaco di Filottrano accusa e spariglia le carte nel centrodestra che ora dovrebbe puntare sul primo cittadino di Monte San Vito, Thomas Cillo, “campo largo” compatto per il bis di Daniele Carnevali
Ancona – Sale la tensione politica in vista delle elezioni provinciali, che si terranno domenica15 marzo, con le urne aperte per i 663 consiglieri comunali, in rappresentanza delle 47 realtà territoriali della provincia di Ancona. Le candidature per la carica di Presidente vanno tassativamente depositate entro le ore 12 di lunedì 23 febbraio.
Già ufficializzata la candidatura del presidente uscente Daniele Carnevali, mentre per lo sfidante l’X-Factor è ancora in corso, tra sorprese e colpi di scena.

Daniele Carnevali, Sindaco di Polverigi ed espressione del Psi, tenterà il bis, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra che, quasi incredibilmente vien da dire, non si è consumata in litigi e frizioni, almeno apparenti. Per Carnevali, dunque, l’appoggio del cosiddetto campo largo: Pd, M5S, Avs, Casa Riformista, Psi e Civici di area.

Ben più complessa la situazione nel centrodestra. La candidatura di Luca Paolorossi, che in verità aveva fatto palesare più di un mal di pancia nelle ali moderate della coalizione, è definitivamente sfumata. Ad annunciarlo è lo stesso Sindaco di Filottrano, che tramite social, mantenendo fede al suo stile, comunica il passo indietro con vere e proprie bordate rivolte agli alleati.
«Non mi candido, sono affari vostri. Io volevo fare il Presidente di Provincia per fare ciò che non ha fatto il presidente del Pd, che per sei anni ha lasciato strade e scuole allo sbando. Volevo dare una mano alla coalizione, ma siccome c’è qualcuno che mi vuole bruciare, Forza Italia e Udc, allora vi dico che non mi candido più. Metteteci il vostro, io la faccia non ce la metto».
Denunciando le logiche di spartizione politica, Paolorossi, che nei giorni scorsi pur confermando la stima nei confronti del Generale Roberto Vannacci aveva comunicato di rimanere fedele alla Lega di Matteo Salvini, chiama in causa anche il presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli.
«Devo tutelare le 3.540 persone che mi hanno votato e che mi hanno permesso di portare voti ad Acquaroli. Se tu Francesco, sei tanto bravo, ma non riesci a tenere coeso il centrodestra perché tutti ti girano per la giacca, mi dispiace per te, ti voglio bene, ma io la faccia per voi non la perdo».

A corroborare i rumors presenti nei corridoi della politica, in casa centrodestra torna prepotentemente in auge il nome di Thomas Cillo, Sindaco di Monte San Vito e civico di area. Gli indizi diventano una prova concreta proprio nelle parole dell’arrabbiato Luca Paolorossi: «Daremo tutto il supporto a lui con la speranza che qualcosa cambi».
Piuttosto complicato il meccanismo di elezione, basato su un indice ponderato dei voti. Esemplificando: i consiglieri dei Comuni compresi tra 30.000 e 100.000 abitanti (Ancona, Jesi, Osimo, Senigallia) nel voto hanno un peso ponderato maggiore rispetto ai Comuni più piccoli, sempre suddivisi per fasce di grandezza.
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