Fabriano Beko, rischio 66 esuberi per Melano
I sindacati chiedono al governo di esercitare la Golden Power e dichiarano lo stato di mobilitazione
Fabriano – A margine dell’incontro al Mimit tra sindacati e Beko, c’è l’allarme esuberi: 1.935 lavoratori su 4.400 occupati in italia.
«La multinazionale turca – hanno spiegato Fim, Fiom, Uilm e Uglm in nota congiunta – ha dichiarato la chiusura delle fabbriche di Comunanza, di Siena, il ridimensionamento della fabbrica di Cassinetta, la chiusura della ricerca e sviluppo di Fabriano e più in generale tagli in tutti i siti e gli uffici italiani».
A Melano previsti 66 esuberi.
Beko, con una sua nota, ha spiegato che per quando rigurda Melano la produzione sarà destinata a prodotti a marchio “Beko”.
Lo stabilimento fabrianese, insieme a quello di Cassinetta, sarà l’hub produttivo di microonde, forni e piani cottura da incasso per l’Europa.
L’azienda ha confermato gli esuberi ma “Non ha aperto procedure di licenziamenti collettivi unilaterali”.
Beko ha inoltre dichiarato che è sin da subito disposta a “Minimizzare le conseguenze sociali del piano su livelli occupazionali”.
«Di fronte a ciò – incalzano i sindacati – il Governo deve esercitare subito quella golden power che nei mesi scorsi si è vantato di avere inserito a protezione dei lavoratori nella fase di cessione di Whirlpool Emea a Beko e che non si comprende bene che funzione abbia in termini di deterrenza contro i licenziamenti. Ora è il momento di passare ai fatti, per scongiurare un piano socialmente brutale e il tentativo di saccheggio industriale operato da Beko».
I sinacati hanno dichiarato lo stato di mobilitazione in tutti gli stabilimenti. Il prossimo aggiornamento del tavolo è previsto per il 10 dicembre, alle 14.
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