Fabriano Chiusura Giano: «Azienda cinica, serve intervento dello Stato»
Parla il vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Maurizio Mangialardi che punta il dito contro Fedrigoni
Fabriano – «Quanto temevamo è divenuto realtà. Ora diventa cruciale muoversi tempestivamente per verificare un’alternativa».
Parla con durezza il vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Maurizio Mangialardi che punta il dito contro Fedrigoni.
Lo stesso Mangialardi poi incalza, osservando che «Alternativa che non può in nessun modo essere rappresentata dalla proposta avanzata lo scorso 24 ottobre dalla proprietà, che non solo testimonia la mancanza di un vero piano industriale e di un progetto per il territorio, ma, quel che è peggio, taglia fuori un centinaio di lavoratori, senza contare le sicure ripercussioni sull’indotto».
«Tra l’altro, aver respinto la richiesta di procrastinare di alcuni mesi la decisione di chiudere Giano alla fine del 2024, la dice lunga sul cinismo e la poca credibilità delle dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato di Fedrigoni, secondo cui l’azienda sarebbe disposta ad aprire un tavolo tecnico con il Ministero “per valutare possibili scenari volti a mitigare l’impatto sociale sulle persone coinvolte”. Se fosse stato davvero questo l’intento, la proprietà avrebbe dovuto dimostrare maggiore responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie, lasciando il tempo necessario alle istituzioni e ai sindacati per verificare l’esistenza di nuovi acquirenti interessati a rilevare il sito produttivo».
Come alternativa alla situazione attuale Mangialardi rilancia la richiesta dell’intervento diretto dello stato attraverso l’acquisizione degli stabilimenti da parte del Poligrafico dello Stato.
«Un’opzione credibile – conclude Mangialardi – presentata già da tempo dai sindacati e approvata all’unanimità dal consiglio regionale su proposta del gruppo assembleare del Partito Democratico, su cui la stessa giunta regionale ha espresso in aula parere favorevole. Ora, però, a diventare fondamentale è il fattore tempo. Invito il presidente Acquaroli a muoversi da subito e senza ulteriori tentennamenti in questa direzione con il ministro Urso»
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