Fabriano «Giano: bene per i lavoratori, meno per il territorio»
Per Maurizio Mangialardi necessario il prosieguo dell’impegno delle istituzioni per non abbandonare un “Patrimonio insostituibile” per Fabriano
Fabriano – Il prossimo 16 dicembre sarà firmato l’accordo tra sindacati, Fedrigoni e Regione Marche che prevede un anno (2025) di cassa integrazione e l’impegno a trovare una soluzione per tutti i 174 dipendenti, tra prepensionamenti e ricollocazioni.

Un risultato ottenuto grazie all’impegno delle parti sociali volto a salvaguardare i lavoratori: lo scenario peggiore in assoluto, quello dei licenziamenti in tronco senza tutele a partire dal 1° gennaio 2025, è stato evitato.
Una notizia almeno parzialmente positiva, ma c’è poco da festeggiare. La messa in liquidazione di Giano, se confermata, comporterà un grave depauperamento industriale per un territorio, quello del fabrianese, già interessato dalla crisi della Beko.
Soprattutto, lo spegnimento della macchina continua F3 rappresenta un duro colpo, anche simbolico, a una delle più antiche forme del Made in Italy, riconosciuta e celebrata internazionalmente: quella della carta di Fabriano.
Abbiamo proposto sin da Ottobre di coinvolgere il Poligrafico dello Stato per tenere insieme continuità occupazionale e continuità produttiva. Il governo, purtroppo, non si è dimostrato attento a questa possibile soluzione.
Il rischio è che ora si spengano i riflettori su questa vicenda e che, lasciando passare il 2025 invano, si torni tra un anno a chiedere la proroga della cassa integrazione in un contesto ormai compromesso.
L’impegno, al contrario, deve proseguire da parte delle istituzioni a tutti i livelli per non abbandonare al proprio destino un patrimonio insostituibile per Fabriano, per le Marche e per tutto il Paese, tenendo viva una tradizione produttiva che non può e non deve essere dismessa.
Maurizio Mangialardi
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