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Fabriano «Beko ritiri piano industriale o si usi la golden power»

Dura la presa di posizione del sindaco Ghergo, che ricorda l’importanza di una vertenza che rigurda il futuro della produzione metalmeccanica italiana

Fabriano – Dopo il nulla di fatto di ieri, la vertenza Beko continua a tenere banco.

L’azienda ha ribadito il piano, scatenando una nuova serie di reazioni contrarie ad un disegno che porterebbe all’esubero di quasi il 50% della forza lavoro e la chiusura di due fabbriche.

«Il piano proposto da Beko e confermato al tavolo ministeriale – dichiara il Sindaco Daniela Ghergo – è stato unanimemente ritenuto irricevibile. Non è serio che una multinazionale dopo pochi mesi dall’acquisizione di Whirlpool presenti un piano di esuberi anziché di investimenti volti ad aumentare la produzione. Bene ha fatto il Ministro Urso, coadiuvato dalle organizzazioni sindacali e da tutte le istituzioni locali presenti, a pretendere la presentazione di un nuovo progetto industriale di sviluppo e tutela dell’occupazione. In mancanza, il Ministro ha preannunciato l’applicazione del Golden Power, con le relative sanzioni».

andreoli

Su Fabriano la scure di Beko si abbatterebbe con forza: oltre 400 i lavoratori in “esubero”.

Dei circa 550 impiegati a Fabriano sono a rischio posto di lavoro oltre 350 posti di lavoro mentre altri 66 lavoratori rischierebbero il posto a Melano.

Il piano italiano di Beko proporebbe ben 1.935 esuberi sui 4.440 occupati italiani, quasi la metà della forza lavoro.

Nelle Marche ci sarebbe anche la chiusura dello stabilimento di Comunanza.

«Il sito produttivo di Fabriano verrebbe colpito da circa 400 licenziamenti – ancora il sindaco Ghergo – suddivisi tra lo stabilimento di Melano, il centro di ricerca e sviluppo e gli uffici amministrativi. Per il distretto fabrianese sarebbe una catastrofe, che, unita alla chiusura di Giano Srl da parte di Fedrigoni, avrebbe conseguenze devastanti per l’intera area».

«Fabriano è stata leader europea del settore del bianco con il gruppo Merloni, potendo contare su professionalità altamente qualificate che, secondo il piano presentato da Beko, andrebbero perse per sempre, non potendo essere ricollocate altrove. Il nostro Paese non può continuare a perdere posti di lavoro e produzioni storiche a causa delle strategie di profitto di multinazionali straniere – conclude la Ghergo – che vedono le nostre eccellenze come obiettivi da conquistare. Dobbiamo essere consapevoli che questa è una vertenza che non è circoscritta al solo distretto fabrianese ma, riguardando l’intera sede di Comunanza, coinvolge il destino delle aree interne della regione Marche, e il futuro della produzione metalmeccanica italiana».

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