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Fabriano La scure di Beko: rischiano altri 350 lavoratori

Fabriano – Una bomba pronta ad esplore quella di Beko per il territorio fabrianese.

Sarebber oltre 400 esuberi indicati da Beko, tra i 66 esuberi di Melano ed i circa 350 impiegati e dirigenti ad essere in bilico.

Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm e le Rsu impiegati, annunciano che, in concomitanza con lo sciopero del 28 novembre nelle sedi impiegati della Beko ci sarà anche un’assemblea con presidio alle ore 11 presso la sede centrale di viale Aristide Merloni.

Recentemente Beko ha infatti annunciato di voler tagliare quasi il 50% della forza lavoro in Italia (1.935 esuberi su 4.440 occupati), e le Marche ancora una volta si troverebbero nell’occhio del ciclone.

Una decisione grave, sottolineano Fim, Fiom e Uilm territoriali e le Rsu degli impiegati che segue le dichiarazioni post acquisizione di Whirlpool di voler diventare un punto di riferimento in Europa.

«Nel giro di poco tempo ha manifestato la sua vera intenzione, ovvero di fare una mera operazione commerciale per l’acquisizione di quote di mercato marchi storici nel panorama del bianco. Il piano industriale della Beko prevede nello specifico, il licenziamento di 718 impiegati tra gli enti di: ricerca e sviluppo, commerciale Italia, commerciale Medio Oriente e Africa e nelle funzioni regionali. Nella sede impiegatizie di Fabriano avverrà il più importante taglio, di fatto sono previste le chiusure di enti e il depotenziando di funzioni, si immagina che dei circa 550 impiegati a Fabriano sono a rischio posto di lavoro oltre 350 posti di lavoro».

Lo sciopero di venerdì quindi come segno di profondo dissenso nei confronti del piano di Beko e “Per chiedere alle istituzioni, ai sindaci del territorio, alla regione Marche e Governo” di mettere in campo tutte le azioni necessarie, compresa l’annunciata “Golden Power” per evitare quest’ennesimo disastro industriale italiano.

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