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Fabriano Museo della Carta, la mostra “L’emozione si fa immagine e parola”
“Verbo imago factum est” di Luciano Giuliodori e Vittorio Graziosi sarà inaugurata oggi alle ore 18, introduzione a cura del professor Gabriele Bevilaqua
Fabriano – Sulla scia dell’ultima performance creativa “Imago Verbumque animi motum versa sunt” di Luciano Giuliodori e Vittorio Graziosi – inaugurata lo scorso novembre a Jesi, nelle sale espositive di Palazzo Bisaccioni – la coppia di artisti torna a parlare di emozioni attraverso le immagini e le parole con una nuova mostra fotografica, dal titolo “Verbo Imago Factum Est” – Immagini e parola si sono fatti emozione -, che sarà inaugurata oggi, 7 dicembre, alle ore 18, al Museo della Carta, con introduzione a cura del professor Gabriele Bevilaqua.
«Il debutto al Museo della Carta di Fabriano è un atto dovuto – ha spiegato lo scrittore Vittorio Graziosi -, il giusto tributo al miglior mezzo di conservazione dei pensieri e delle idee che l’uomo abbia mai avuto… la carta. Infatti, il pensiero volatile prende forma/sostanza solo quando si tramanda sulla trama di fili di carta. Anche gli atti creativi hanno avuto come principale piattaforma di contenimento e tramandabilità, la carta e le sue evoluzioni».
«Guardando le belle foto di Luciano Giuliodori, che avrei dovuto accompagnare con una sottolineatura di parole scritte, ci tenevo fossero adeguate a quegli scorci, tanto più che questo progetto sarebbe partito dal prestigioso Museo della Carta. Poi ho pensato che la mia libbra di carne migliore, la contengo nei miei ricordi; quelli che sostengono e ispirano i miei sospiri, che mi accendono un sorriso involontario, che raccontano di me quanto, se non più, dei miei romanzi».

«E allora ho lasciato scivolare la mente su alcuni dei momenti che raccolgo nel contenitore della mia anima e che fanno me in quanto essere unico e irripetibile e li ho tracciati in fila, composti a significar parola in una sorta di fil rouge. In questo mi ha incoraggiato Luciano».
Così il connubio tra emozioni evocate dagli scatti magistrali di Luciano Giuliodori e il risveglio dei ricordi suscitati dalle didascalie di Vittorio Graziosi, condurranno i visitatori in un viaggio emotivo del tutto personale, stimolando a rintracciare i suoi scorci visivi dalla memoria e i suoi ricordi più vibranti ed intimi.
«Mai come in questa occasione è opportuno partire proprio dall’etimologia greca della parola fotografia che significa scritta (γραφή, grafia) con la luce (φως-φωτός, foto)», ha sottolineato Luciano Giuliodori, denotandone «il legame molto stretto con la scrittura e, conseguentemente, con la carta. Presentare fotografie e pensieri scritti in una mostra presso il Museo della Carta a Fabriano è un po’ come rileggere la Genesi», ha spiegato.
Le foto, stampate su carta Fine Art, non sono descrittive ma giocano con i pensieri in un ping pong emozionale ed emotivo.
«Con i miei scatti ho sempre ricercato un contatto emotivo con l’osservatore, curando l’aspetto comunicativo ed emozionale, più che puramente estetico. La foto e il pensiero costituiscono un tutt’unico che cerca di trascinare l’osservatore nel turbinio delle emozioni».
«In questa nuova mostra che fa eco alla precedente dal titolo piuttosto esplicativo – “Verbo Imago Factum Est” – le foto non hanno la sottolineatura delle frasi, come fossero didascalie di pensieri ed emozioni, ma si amalgamano in un unico crogiuolo emozionale, sublimandosi pur mai sfiorandosi. E del resto solo così secondo noi – ritrovando intatti i nostri ricordi – potremmo trovare la via per alimentare i nostri sogni», hanno sottolineato i due artisti.
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