Fabriano Sciopero generale, oggi in città la manifestazione regionale
Cgil e Uil: «È una richiesta di giustizia sociale, se il Governo ha la volontà può ancora cambiare questa manovra»
Fabriano – È Fabriano la piazza simbolo scelta dai lavoratori delle Marche per lo sciopero generale di oggi.
I sindacati – Cgil e Uil – saranno in piazza per chiedere di modificare una manovra che non dà risposte adeguate a lavoro, fisco e welfare e cioè i principali pilastri delle piattaforme sindacali unitarie.
Il concentramento dei manifestanti è previsto per le ore 9.30 nei pressi del PalaGuerrieri. Poi il corteo arriverà fino in Piazza del Comune dove sono previsti gli interventi dei sindacati.
«Continuiamo a insistere sui grandi temi che abbiamo posto al Governo: i salari, la perdita del potere d’acquisto, la sicurezza sul lavoro, il fisco. In questo Paese il 90% delle tasse è pagato dal 40% della popolazione, sempre i soliti: pensionati e lavoratori dipendenti. Gli stessi che poi non riescono ad accedere ai servizi essenziali, oltre al danno la beffa», dicono Giuseppe Santarelli e Claudia Mazzucchelli, segretari generali di Cgil Marche e Uil Marche.
Per la nostra regione i dati parlano chiaro: nel 2023 solo il 10% dei contratti di lavoro attivati è stato a tempo indeterminato, una percentuale nettamente inferiore rispetto alla media nazionale, che si attesta sul 20%. Il numero di precari è in continuo aumento e questo genera incertezze economiche e sociali, aggravando una situazione già difficile per le famiglie marchigiane.
Secondo i dati dell’Osservatorio sulle Vulnerabilità, nel 2022 il 6,9% della popolazione marchigiana ha rinunciato a prestazioni sanitarie necessarie per motivi economici, un dato che è aumentato al 9,6% nel 2023. Questo significa che quasi una persona su dieci nella nostra regione è costretta a rinunciare a cure e visite mediche, con gravi ripercussioni sulla salute collettiva.
Il potere d’acquisto delle famiglie marchigiane è in calo, alimentando un crescente fenomeno di povertà. Nel 2023, l’indicatore di povertà relativa nelle Marche ha toccato l’8,6%, un dato che supera la media nazionale del 6,5% e continua a crescere, lasciando migliaia di cittadini in difficoltà.
«La manifestazione di oggi è una richiesta di giustizia sociale. Non possiamo permettere che la precarietà e la povertà diventino il destino di migliaia di cittadini marchigiani. Vogliamo un futuro più giusto, dove il lavoro sia dignitoso e accessibile a tutti, dove la sanità non venga vista come un lusso e dove nessuno sia lasciato indietro – dichiarano Cgil e Uil Marche -. Se il Governo ha la volontà può ancora cambiare questa manovra dimostrando con i fatti maggiore sensibilità ai problemi dei giovani, dei lavoratori dipendenti e dei pensionati che sono la struttura portante del nostro Paese».
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