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Alta Vallesina

FABRIANO / Si celebrano i 30 anni di Oncologia

Una giornata all’interno del teatro Gentile per raccontare l’anniversario dell’Oncologia Fabrianese

FABRIANO, 7 novembre 2021 – Si è tenuta ieri mattina alle ore 10 presso il Teatro Gentile di Fabriano, la celebrazione del 30 Anniversario dell’Oncologia Fabrianese. Titolo dell’evento “Il passato incontra il presente per costruire il futuro”.

Diversi gli ospiti e i temi da loro trattati in questa giornata, prima fra tutti la dott.ssa Rosa Rita Silva che ha portato un excursus sulla storia dell’Oncologia fabrianese, reparto del quale è direttrice.  

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«Una delle cose più importanti quando ho fondato oncologia a Fabriano era che il paziente fosse sempre al centro del percorso che stava affrontando, che ci fosse integrazione tra l’ospedale e il territorio fino ad arrivare all’assistenza domiciliare» spiega la dott.ssa Silva

Uno degli obiettivi principali quindi quello della qualità dell’assistenza e dell’accoglienza per migliorare anche quella di vita. Ci sono stati progressi nell’ambito dell’oncologia, per quanto riguarda le cure e le tecniche, anche in Area Vasta 2 con la conoscenza della malattia e di nuovi farmaci. 

«Quella del Covid per noi è stata una battaglia importante, ma anche durante questo periodo è stata mantenuta l’assistenza domiciliare inalterata – continua la Silva – e poi con l’arrivo del vaccino si è cominciata a vedere di nuovo la luce e ci si è mossi per l’immunizzazione dei pazienti».

A seguire l’intervento del dott. Giorgio Saitta, fondatore e  presidente dell’Associazione Oncologica Fabrianese, nata nel 1991, in un momento in cui per i pazienti era molto più difficile affrontare la malattia, che dovevano spostarsi ad Ancona per poter ricevere le cure. Poi è stato il momento degli psicologi, con la dott.ssa Monia Duchi, psicologa del reparto oncologico che ha fatto un intervento sull’importanza dell’assistenza psicologica nel percorso dei malati di cancro, e la dott.ssa  Mary Romagnoli che è entrata a far parte per un esperienza personale e che ritiene molto importante il volontario, che viene visto come una finestra sul mondo per tutti quei pazienti che non possono più farlo. 

Poi Daniela Pecchia, infermiera, che parla della somministrazione come momento particolarmente delicato, in cui ci vuole anche umanità. Il rapporto con i pazienti diventa quasi famigliare, sereno. 

«Vorrei ringraziare l’Amministrazione comunale per aver dato la possibilità di utilizzare il teatro, l’Associazione Oncologia Fabrianese, che si pone obiettivi di qualità e cura – conclude la dott.ssa Silva – ma soprattutto i tanti pazienti e famigliare che abbiamo incontrato, e che ci hanno insegnato tanto». 

Sara Marinucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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