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Alta Vallesina

FABRIANO / Stroppa (Forza Italia): «Immobilismo mentre la crisi corre»

Sei domande ai rappresentanti delle forze politiche di minoranza sui progetti e su come sta cambiando la città, ecco come ci hanno risposto

FABRIANO, 4 ottobre 2020Olindo Stroppa è nel gruppo consiliare di Forza Italia, candidato alle recenti elezioni regionali

Siamo ben oltre al giro di boa della maggioranza pentastellata, facciamo un bilancio sulla visione della città.

«A 20 mesi dalla fine di questa legislatura, sicuramente il bilancio non può che essere negativo. È sotto gli occhi di tutti l’immobilismo di questa amministrazione, la manutenzione ordinaria della città e delle frazioni è assente. Non esiste un piano di sviluppo per uscire da questa crisi che sta distruggendo il tessuto sociale. Pur avendo a disposizione oltre 2.000.000 (due milioni) di euro spendibili ogni anno non se ne vedono  i risultati. Non abbiamo un dirigente del settore Assetto del Territorio, non abbiamo da mesi un Assessore al Bilancio, ora siamo anche senza l’assessore ai Servizi alla Famiglia. Dopo tre anni finalmente  riusciamo a vedere istallate le prime luci pubbliche Led. Tutti gli uffici sono in affanno per carenza di personale a causa dei pensionamenti dei dipendenti, non si è provveduto in tempo alla loro sostituzione nonostante la situazione fosse prevedibile. Tutto questo porta a ritardi nel normale lavoro burocratico principalmente nel settore tecnico in un momento di difficoltà economica dove occorrerebbe una amministrazione veloce nel rispondere alle esigenze dei cittadini. Da tre anni si aspettano i rifacimenti delle principali vie della città praticamente impraticabili. Il settore del turismo è in grande affanno con i principali siti chiusi o aperti solo sporadicamente grazie alla passione di alcuni volontari. Non c’è traccia di un progetto per uno sviluppo economico, non basta il Remake o il Coworking che sono due aspetti importanti per la crescita, ma solo se inclusi in un progetto di sviluppo e di analisi delle necessità del territorio, messi da soli sono solo soldi sprecati. Concludendo dico solo che manca un piano programmatico, una visione di come ridisegnare un territorio che è colpito da una grave crisi economica, è mancata anche una condivisione dei progetti con gli attori principali, i comitati dei cittadini, i commercianti, gli artigiani, gli industriali».

Leggendo i numeri delle recenti elezioni regionali, quale analisi le sembra più appropriata.

«Leggendo i numeri delle ultime elezioni regionali l’analisi è molto semplice: è stata bocciata pienamente l’attuale amministrazione grillina; contemporaneamente è stata sfiduciata anche la sinistra che per decenni ha governato questa città. I fabrianesi come tutti i cittadini marchigiani hanno dimostrato di volere il cambiamento, il centrodestra e nettamente maggioranza anche a Fabriano, sono soddisfatto del risultato regionale e del mio personale dove in tanti hanno dimostrato la fiducia nei miei confronti un po’ meno del risultato di Forza Italia che sicuramente necessita di una discussione interna».

Le ultime scelte della giunta comunale (Musei gratis, agevolazioni Tari dal 20 al 60% per le utenze non domestiche, Tari invariata per le utenze domestiche e diminuzione del costo della mensa scolastica) vanno nelle direzione giusta per ridare fiato all’economia o sono provvedimenti-tampone?

«Non posso non essere favorevole alla diminuzione alle agevolazioni della Tari per le utenze non domestiche anche se avrei preferito una totale sospensione della tassa  per i mesi di chiusura per l’emergenza Covid, questo avrebbe provocato un maggiore ammanco per le casse comunali ma il bilancio lo permetteva, queste sono misure che vanno a tamponare momentaneamente le problematiche economiche. Per ridare fiato occorre molto di più, a cominciare dagli sgravi fiscali, rivedere il piano regolatore, realizzare le infrastrutture, ripensare seriamente ad un centro commerciale naturale, cercare di incentivare il ripopolamento del centro storico. Sono contrario alla gratuità dei musei per due motivi il primo perché vengono sminuiti della loro importanza e a mio parere non porta  un grande aumento di visitatori. Il secondo perché questa operazione potrà durare per un breve periodo e diventerà negativo riproporre un biglietto, inoltre porterà un ammanco nelle casse comunali di qualche centinaio di migliaia di euro circa 300.000 l’anno, che potrebbero essere investiti per pubblicizzare le nostre bellezze.  Qualche mese fa feci una proposta con un ordine del giorno in consiglio comunale, chiedendo di istituire un biglietto unico abolendo gli altri biglietti,  questo permetteva di visitare tutti i siti della città e permetteva di dirottare gli oltre 40.000 visitatori del Museo della Carta nel centro storico, oggi ignorato dal 90% dei fruitori di questo museo. La mia proposta fu bocciata perché esisteva un biglietto unico di 12€ mentre il solo biglietto dl Museo della carta viene venduto a 7€ con il risultato che al Museo della carta si registravano circa 40.000 presenze e in Pinacoteca poco più di 3.800. (dati 2019). Mi fu risposto che in museo della carta è un museo tecnico e non in linea con la pinacoteca e altri siti di conseguenza in mio ordine del giorno fu bocciato. Secondo me istituire un biglietto unico esempio a 9€ potrebbe essere la soluzione migliore anche se ci siamo fatti sfuggire due musei unici quello dei mestieri in bicicletta e quello dei pianoforti».

Ma il piano di sostenibilità porterà effetti benefici al commercio e all’artigianato?

«Per portare benefici ai settori commerciali industriali artigianali  il piano di sostenibilità è sicuramente utile ma non può essere la sola terapia».

I commercianti del centro storico dicono che il turnover riguarda le chiusure non certo nuove aperture.

«Tutti i commercianti dei centri storici stanno vivendo un periodo di grande difficoltà, ma nella nostra città questa situazione è maggiormente accentuata dalla crisi economica. Si registrano continue chiusure, a fronte di minori aperture, chiaramente è un problema da affrontare e da confrontare con i commercianti per trovare le migliori soluzioni. Mi permetto di dare alcuni suggerimenti, mettere in atto tutte le risorse e i fondi disponibili per realizzare “un centro commerciale naturale” del quale da tempo si parla, incentivare i cittadini a ripopolare il centro storico perché il negozio di vicinato può esistere solo se ci sono gli abitanti. Un grande errore fu fatto quando vennero trasferiti gli uffici comunali, creare una viabilità con parcheggi di prossimità, organizzare eventi che richiamino persone in centro, migliorare l’arredo urbano, realizzare la strada pedemontana che renderebbe Fabriano facilmente raggiungibile dalle località interne e quindi potrebbe fungere da città commerciale di riferimento. Queste sono le mie idee ma il tutto va incrementato e confrontato con i commercianti».

Visto che va di moda il tour nelle frazioni, sta pensando anche lei di fare un giretto da quelle parti?

«Il giro delle frazioni è importante ma più importante è conoscere le problematiche delle frazioni. Il giro prima delle votazioni è solo una passerella elettorale, io che sono un giarandolone e che tutti mi incontrano spesso al centro, sono uno dei pochi frequentatori della piazza. Parlo quotidianamente con gli abitanti delle frazioni che mi raccontano i disagi che vivono, la frana di Moscano, le mura di Albacina, la strada di Cantia, l’ingresso di Campodiegoli dalla strada provinciale, la fonte del Cupo e tante altre. Non occorre andare nella frazione, basta conoscere il territorio e i cittadini e soprattutto essere disponibili; odio le passarelle politiche forse per questo non riesco a prendere 2000 voti ma su di me potete sempre contare anche se ne ho presi circa 400».

Intervista a cura di Daniele Gattucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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