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Cronaca

Il caso Allarme lupi? Serve equilibrio, non un Far West

È un animale selvatico, e tale deve rimanere, va rispettato, tutelato e compreso, non trasformato in un nemico immaginario come la favola di Cappuccetto Rosso, ma va anche detto che occorre un politica di gestione seria che faccia la sua parte

Scrivere di questo tema, i lupi nel nostro quotidiano, non è semplice, le riflessioni potranno urtare la sensibilità di chi, purtroppo, ha perso un animale domestico. È un dolore che chi scrive rispetta profondamente e che non intende in alcun modo sminuire. Prendere una posizione su questi fenomeni è diventato complicato: spesso si viene etichettati come “di parte”, qualunque cosa si dica. L’intento è offrire un’informazione corretta, equilibrata e basata sui fatti è un dovere, soprattutto quando l’emotività rischia di superare la realtà.

Dopo gli ultimi episodi successi a Jesi (leggi l’articolo) e Falconara (leggi l’articolo), ad Ancona e Senigallia, sta passando un messaggio profondamente sbagliato: l’idea che il lupo sia un mostro da combattere.

Nulla di più lontano dalla realtà. Il rispetto dell’ecosistema – che comprende lupi, cani, gatti e tutti gli animali domestici – dovrebbe essere alla base del nostro approccio. Amare i propri animali non significa generare panico verso la fauna selvatica, né trasformare le campagne e le periferie in un Far West dove percepire un pericolo.

Va, inoltre, detto che il lupo è una specie recentemente declassificata da rigorosamente protetta a protetta in ambito europeo e questo ora significa che la loro caccia, uccisione o disturbo sono sì vietati ma sono previste deroghe in casi specifici, soprattutto a causa di predazioni sul bestiame, a seguito di decisioni che coinvolgono gli enti competenti come l’Ispra

Situazione attuale: l’abbattimento di lupi è consentito solo in circostanze eccezionali, previa autorizzazione da parte degli organi competenti.

Protezione legale: il lupo è protetto dalla normativa italiana (Legge n. 157/1992) e da direttive europee, che vietano la sua cattura, uccisione e disturbo. 

Eccezioni: in situazioni specifiche e rare, è possibile autorizzare l’abbattimento se non ci sono alternative non cruente e se il lupo rappresenta un pericolo per la salute e l’incolumità pubblica o causa danni ripetuti al bestiame. 

In questo contesto, dunque. sarebbe fondamentale avviare un censimento serio che permetta di capire quanti siano realmente i lupi presenti sul territorio e se ci si trovi di fronte a esemplari puri o ibridi. Un passo necessario per affrontare la questione con dati reali e non con sensazionalismi che alimentano tensioni ingiustificate.

Un messaggio condiviso anche dai Carabinieri Forestali, che confermano come la presenza del lupo sia un fenomeno naturale e non un’emergenza.

«Negli anni ’70 – spiega il comandante dei Carabinieri Forestali di Ancona, Tenente Colonnello Simone Cecchini – la specie era ridotta a poche centinaia di esemplari, oggi, grazie alla diminuzione del bracconaggio, allo spopolamento della montagna e alla protezione ambientale il lupo ha riconquistato i territori».

«Non c’è stata nessuna introduzione né di vipere né di lupi. Ci sono state introduzioni di cinghiali per uso venatorio, ma molti anni fa, e oggi sicuramente non avvengono, salvo attività illegali delle quali non abbiamo informazione».

Il lupo è un predatore molto adattabile e quindi tende ad adattarsi alle prede presenti sul territorio, si nutre di nutrie, mangia ratti o qualsiasi altro tipo di animale che può essere una preda. E tra questi ci sono anche cani e gatti, cioè animali domestici, non è un attacco deliberato all’uomo né un tentativo di avvicinarsi ai centri abitati: è comportamento naturale.

Per questo motivo, per fronteggiare la problematica relativa alla presenza del lupo a contatto con le zone antropizzate, è fondamentale che i cittadini adottino cautele, niente allarmismo, ma comportamenti corretti.

Le indicazioni sono semplici: cani e gatti vanno protetti, tenuti nelle recinzioni o al guinzaglio nelle ore serali o nella prima mattina, all’interno delle città non si evidenziano problemi ma nelle zone rurali laddove ci sono, ad esempio, quartieri che sono a contatto con zone rurali, è possibile che siano presenti lupi, necessario quindi fare attenzione. Non vanno lasciati rifiuti organici all’esterno, perché attirano la fauna selvatica.

«Le predazioni su animali domestici non custoditi rientrano nella normalità biologica del lupo. Diverso è il caso – rarissimo spiega Cecchini – del lupo problematico, quello che si avvicina alle persone senza timore e staziona a distanze ravvicinate, senza manifestare paura verso il genere umano. Solo in questa eventualità va fatta una segnalazione alla Polizia Provinciale, ai Carabinieri Forestali o alla Regione».

Il lupo fa il suo dovere, quello che la natura gli ha assegnato.

Spesso dimentichiamo che gli animali selvatici seguono regole che non coincidono con le nostre, e siamo proprio noi, talvolta, a modificarne i comportamenti senza rendercene conto. Basta guardare ciò che accade sui social: persone che offrono cibo a fauna selvatica pur di fare un video o una foto o un selfie. Sono gesti che sembrano innocui, quasi affettuosi, ma che se ripetuti alterano le abitudini naturali degli animali, li avvicinano eccessivamente all’uomo e creano dinamiche che poi sfociano nelle situazioni che oggi giudichiamo problematiche. In molti casi il semplice gesto di lasciare scarti di cibo può attirare l’animale.

È un animale selvatico, e tale deve rimanere. Va rispettato, tutelato e compreso, non trasformato in un nemico immaginario, ma va anche detto che occorre una politica di gestione seria che prenda in considerazione un problema che comunque esiste.

É evidentemente che chiedere solo ai cittadini di rispettare le regole non è più sufficiente. La convivenza è possibile, ma va gestita, non possiamo chiudere gli occhi di fronte a quanto sta succedendo e l’azione degli Enti preposti è chiamata in causa, per il bene del lupo e dei cittadini.

Siamo noi i primi a cambiare gli equilibri, magari involontariamente, equilibri che dovremmo invece proteggere.

La convivenza è possibile: dipende da noi, dal nostro senso di responsabilità e dalla capacità di proteggere non solo i nostri animali domestici ma l’intero equilibrio naturale che ci circonda.

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